Da sempre considerato un bene prezioso, al punto da essere soprannominato oro bianco, il sale accompagna la storia dell’Uomo da millenni. Un elemento semplice e allo stesso tempo indispensabile, che affonda le sue radici tanto nell’economia quanto nella cultura e nelle tradizioni popolari. Si stanno ora concludendo nelle saline le operazioni per la raccolta del sale: attività che si svolge nelle settimane tra luglio e settembre.
Dalle saline alla raccolta
Il sale nasce dal mare. Nelle saline, l’acqua di mare entra nelle vasche di evaporazione, e attraverso canali con argini in tufo e terra passa via via in bacini più concentrati, fino ai cristallizzatori. Grazie al sole e al vento, l’acqua marina evapora lentamente lasciando sul fondo una crosta composta da cristalli purissimi.
I salinai, con pazienza e fatica, rompono la crosta e ammassano i cristalli in cumuli bianchi: le cosiddette “piramidi”, che vengono coperte con tegole di terracotta o teli. Per svolgere questa attività un tempo si usavano attrezzi come pale, rastrelli, carriole e coffe intrecciate, con abbondante sforzo e grande abilità manuale. Oggi, le tecniche più moderne consentono minor fatica, ma resta intatto il fascino di un rito antichissimo.
Le saline, oltre a produrre il prezioso minerale, sono anche luoghi di incomparabile bellezza naturalistica. Le saline sono l’habitat di varie specie di uccelli e scrigni di biodiversità, spesso custodite in riserve protette.
Ad esempio, Tra Trapani, Paceco e Marsala si estende una delle aree salifere storiche più note del Mar Mediterraneo: la Riserva naturale orientata “Saline di Trapani e Paceco”. L’area è affidata al WWF, e lì produzione e tutela della biodiversità convivono. La riserva naturalistica è l’habitat di fenicotteri, avocette e aironi; e i caratteristici mulini a vento punteggiano ancora il paesaggio umano.




Il sale in cucina e nella conservazione alimentare
Il primo pensiero sull’uso del sale va al suo impiego in cucina. Il sale esalta i sapori, bilancia i gusti e rende i cibi più piacevoli al palato. L’uso del sale per cucinare è attestato già in età antica, come dimostrano alcuni reperti trovati nell’antico Egitto.
Ma la sua funzione storica più importante, prima dell’avvento della refrigerazione, è stata quella di conservare gli alimenti. Grazie al suo potere igroscopico, il sale riduce l’acqua disponibile nei tessuti, rendendo l’ambiente sfavorevole alla proliferazione batterica.
Quindi, carni, pesci, formaggi, olive, hanno potuto essere trasportati e consumati lontano dai luoghi di produzione proprio grazie alla salatura. Ne esistono due tecniche principali: la salagione a secco e la salamoia.
L’economia di intere città si è basata per secoli sul commercio del sale. E in età romana il sale era così prezioso da diventare forma di compenso: il salarium, dal quale deriva la parola “salario”.



Il sale oltre la tavola
Oltre al suo ruolo alimentare, il sale ha avuto e continua ad avere impieghi molteplici. Dall’uso sulle strade, per abbassare il punto di congelamento dell’acqua e prevenire incidenti, alle tante produzioni artigianali, per creare effetti di smalto particolari durante la creazione delle ceramiche.
Sempre grazie al suo potere igroscopico, il sale viene usato ancora oggi per la concia delle pelli, giacché asciuga il derma e rallenta la putrefazione. Alcune aziende lo usano per una procedura efficace ed economica di preparazione delle pelli grezze alle successive fasi di conciatura.
Il sapone contiene cristalli di sale, sia nella sua fase solubile, sia in quella insolubile. Inoltre, nella saponificazione, commerciale e artigianale, l’uso del sale marino permette di creare saponette con un alto potere esfoliante per pulire la pelle in profondità. Infine, il sale è utile per regolare la consistenza di saponi e detergenti.
Il sale è fondamentale anche nell’industria. Il cloruro di sodio è un elemento cruciale per il processo cloro-alcalino che produce cloro e soda caustica. Queste due sostanze sono alla base della produzione di migliaia di prodotti industriali: dai PVC ai farmaci.




Il sale per il benessere e la cura delle persone
Il sale è anche alleato del benessere. Già conosciuto nell’antichità per le sue virtù terapeutiche, oggi è utilizzato in diversi trattamenti estetici e curativi. Dalla cura della pelle, grazie alle sue proprietà esfolianti, alla riduzione dello stress.
Nei “bagni salini”, il sale ed altri minerali favoriscono il rilassamento del corpo e il sollievo da dolori muscolari e articolari. Invece, nelle “grotte di sale”, ambienti interamente rivestiti di sale, esso offre benefici al sistema respiratorio e a quello immunitario. Un rimedio naturale che, con semplicità, si rivela ancora estremamente efficace.
Il sale nelle tradizioni popolari
Nelle tradizioni popolari, non mancano esempi che vedono il sale protagonista di usi simbolici e rituali. A lui sono legati molti gesti scaramantici, soprattutto nel Sud Italia.
È considerato di cattivo auspicio passare la saliera di mano in mano: va presa e poggiata per lasciare che l’altro la prenda da sé. E se il sale cade accidentalmente sulla tavola, la credenza vuole che bisogni raccoglierne un pizzico e lanciarlo dietro la spalla sinistra, il lato associato al diavolo, per scacciare la sfortuna.

A testimonianza del potere purificatore attribuito a questo elemento viene ancora oggi tramandato che spargere il sale agli angoli della casa serva a difendere dal malocchio e dalle energie negative la famiglia che vi abita. A Racalmuto, in provincia di Agrigento, era consuetudine lasciare piccoli cumuli di sale agli delle stanze. Mentre a Sommatino, in provincia di Caltanissetta, si aspergevano gli ambienti domestici con acqua e sale.
Tanti rituali contro il malocchio, in Sicilia, prescrivono anche l’uso del sale. Per rivelare un maleficio si usa versare alcune gocce d’olio in un recipiente colmo d’acqua: se le gocce si espandono è segno negativo. Il sortilegio può essere spezzato proprio gettando tre pizzichi di sale nella ciotola, mentre si recitano preghiere tramandate di madre in figlia.
Ancora oggi, in alcune comunità, sopravvive la cosiddetta pigghiata a r’occhiu, in caso di mal di testa. Il rituale consiste nel poggiare sopra la testa una pezzuola e sopra un piatto con acqua, nel quale si lasciavano cadere gocce d’olio. In caso di malocchio, certificato dalle gocce che si espandono, il rito impone due fasi. Nella prima si gettano dei pizzichi di sale in quattro punti del piatto, mentre si recitano preghiere. Nella seconda s’intinge un dito prima nell’olio e poi nel sale, per poi toccare la fronte di chi è stato “jettato”, che così viene liberato.
Un bene prezioso e senza tempo
Il sale, che da millenni accompagna la vita dell’Uomo, continua a essere una presenza fondamentale nella sua vita quotidiana. Che si tratti di usarlo per preparare una ricetta, o per un bagno curativo, o all’interno di processo industriale, il suo valore continua a crescere.
L’oro bianco, oggi come ieri, è molto più di un semplice condimento: è memoria, lavoro, cultura e salute. Dalle saline che disegnano paesaggi unici fino alla tavola di ogni giorno, esso continua a legare passato e presente, tradizione e innovazione. Un piccolo cristallo capace di raccontare la storia dell’Umanità e, ancora oggi, di arricchirne il futuro.