Nella prestigiosa Sala Mattarella dell’ARS, stamattina si è svolto un dibattito dal titolo “Sanità e DDL Concorrenza: tra mercato, professione e tutela del paziente”. L’evento è stato promosso da Me.De.Ac., l’associazione sindacale dei medici dentisti convenzionati guidata dal Dott. Giacomo Galioto.
Sono intervenuti al convegno il Prof. Giuseppe Pizzo, gli avvocati Daniele Zummo e Francesco Todaro, il Dott. Massimo Grillo, il Dott. Giuseppe La Vardera. Presenti anche il Prof. Alessandro Pitruzzella, presidente dell’Ordine dei Biologi, e il Dott. Giorgio Fiammella, presidente dell’Associazione Culturale Kermesse.
L’ampia partecipazione di professionisti e rappresentanti politici ha evidenziato l’attenzione verso le istanze avanzate dall’associazione Me.De.Ac. per la sanità regionale. L’impegno dell’associazione è stato riconosciuto anche da alcuni politici, dichiaratisi interessati a farsi carico delle istanze degli associati.
L’evento è cominciato infatti, con i saluti della Deputata Onorevole Carolina Varchi, e del Dott. Giovanni Giallombardo sindaco di Ficarazzi. Il tavolo del dibattito è stato aperto dall’Onorevole Giorgio Trizzino, con una brillante relazione sulle reti e il racconto della sua opposizione al Decreto Concorrenza 2021.

Al dibattito è intervenuto anche il Deputato Questore Dott. Vincenzo Figuccia, sottolineando l’assenza dell’Assessore alla Sanità Dott. Marcello Caruso, che non è riuscito a partecipare per un imprevisto (vedasi l’intervento integrale in fondo all’articolo).
Me.De.Ac. riunisce numerosi professionisti della sanità privata. Rappresenta oltre cento strutture plurispecialistiche di odontoiatri accreditati e convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale. Le strutture associate operano in tutte le province dell’isola. Molte di queste hanno una convenzione anche con l’Università degli Studi di Palermo. Le convenzioni universitarie consentono agli studenti di svolgere tirocini professionali e favoriscono un rapido inserimento nel mondo del lavoro.
Durante il confronto è emersa la crescente difficoltà dei medici dentisti accreditati davanti a normative ispirate ai principi della concorrenza. Infatti, il quadro normativo europeo e nazionale, con cui i medici dentisti accreditati sono costretti a confrontarsi, è sempre più orientato ai principi del libero mercato.
Al centro del dibattito, le conseguenze della Direttiva Europea 2006/123/CE, nota come Direttiva Bolkestein. Approvata dal Parlamento Europeo nel 2006, ha l’obiettivo di favorire la libera circolazione dei servizi nel mercato comunitario. Inizialmente il provvedimento escludeva le attività mediche, ma successivamente i suoi principi hanno influenzato anche i sistemi di accreditamento sanitario.
In realtà, la Direttiva Bolkestein definisce principi generali, lasciando ai singoli Stati membri il compito di stabilirne le modalità applicative. In Italia, il recepimento parziale è avvenuto con il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, che ha imposto la progressiva rimozione di numerose barriere protezionistiche.
Importanti anche la Legge Concorrenza 2021 (L. 118/2022) e la Legge Concorrenza 2024 (L. 194/2024). Le due leggi sono risultate fondamentali per favorire il passaggio a un sistema basato sull’apertura al mercato e sulla concorrenza, riducendo il peso della discrezionalità burocratica e la tutela delle attività già esistenti.
La Legge Concorrenza 2021 presenta una serie di misure che toccano diversi ambiti per il settore sanitario. In special modo, introduce nuove regole per l’accreditamento dei fornitori sanitari, imponendo procedure differenziate tra nuovi ingressi e rinnovi. Inoltre, il provvedimento potenzia l’innovazione tecnologica e definisce i requisiti per le società tra professionisti.
La Legge Concorrenza 2024 ha invece disposto una sospensione, fissando al 31 dicembre 2026 la revisione complessiva degli accreditamenti.
Sembra che si voglia attuare un progressivo passaggio a un modello maggiormente improntato alla concorrenza, che consente a nuovi operatori di accedere al sistema purché in possesso dei requisiti previsti. Fino a questo momento invece, le Regioni hanno programmato il numero delle strutture accreditabili, anche in base alle esigenze territoriali.
L’associazione Me.De.Ac. denuncia proprio questo rischio per la sanità. E sottolinea come la logica del mercato possa indebolire la programmazione sanitaria pubblica. Il timore è che questo possa favorire le grandi multinazionali private, a discapito delle realtà territoriali più piccole che rischiano così di scomparire.
Le risorse devono essere date alle professionalità che ogni giorno tolgono liste d’attesa, alle professionalità che ogni giorno hanno e danno sanità, e danno cura efficace. – dichiara Giacomo Galioto – L’Associazione è la nostra casa, ognuno di noi è proprietario di questa casa, e lo deve portare avanti. Cerchiamo di crescere. Perché più noi siamo, più riusciamo a smuovere la politica.
Per proteggere la sanità e i professionisti che vi lavorano, Me.De.Ac. suggerisce di fare rete. Le reti di associati consentono di condividere risorse e budget. Sono realtà che possono garantire servizi al cittadino, a cui le ASP possono fare riferimento, anche per abbattere le liste d’attesa. Del resto, è già evidente che la maggior parte delle prestazioni sanitarie in Sicilia vengono fornite dai privati convenzionati.





