Home » Il 19 Gennaio Mario Pagliaro aveva previsto se non il ciclone Harry qualcosa di simile. Piogge e frane: cos’è successo in Sicilia e cosa succederà nei prossimi giorni

Il 19 Gennaio Mario Pagliaro aveva previsto se non il ciclone Harry qualcosa di simile. Piogge e frane: cos’è successo in Sicilia e cosa succederà nei prossimi giorni

di Giulio Ambrosetti
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Ricordiamoci che la frana che sta colpendo Niscemi è collegata alle grandi e abbondanti piogge, con buona pace di chi ancora a Gennaio blaterava di siccità in Sicilia.

Siamo a Febbraio inoltrato. In Sicilia a Gennaio è successo di tutto: prima con il ciclone Harry che ha investito le coste orientali e meridionali; poi la frana, evidentemente collegata al ciclone, che ha distrutto una parte di Niscemi, demolendo peraltro anche le vie principali di accesso al centro nisseno dalla strada statale.

Il mio dialogo mensile con Mario Pagliaro in tema di meteo, agricoltura, ed economia in Sicilia è atteso da tanti, in Sicilia e non solo in Sicilia. Siamo dunque tornati a sentire il ricercatore del CNR, partendo proprio dall’evento ciclonico che ha investito la Sicilia fra il 19 e il 21 Gennaio.

UNA PREVISIONE CHE PURTROPPO SI E’ MATERIALIZZATA

Lei un paio di giorni prima del ciclone, durante la nostra intervista mensile poi pubblicata la mattina del 19 Gennaio, ci aveva detto che le previsioni “confermano la formazione di un ciclone mediterraneo che, in risalita dal Nord Africa, porterà maltempo. Grandi precipitazioni sono attese sulla Sicilia orientale, dove l’Etna faciliterà la formazione di piogge persistenti per il noto effetto ‘stau’. Alla fine del fenomeno, le piogge potrebbero superare, nelle aree più investite, i 400 mm; in altre aree della nostra Isola le piogge si dovrebbero attestare intorno ai 200 mm. Tra oggi e domani, Martedì 20 Gennaio, continueranno con il minimo depressionario del ciclone che si avvicinerà alla Sicilia portando nuovamente grandi piogge e venti di scirocco e libeccio molto intensi. Il vento si attenuerà da Mercoledì. Saranno questi venti fortissimi a causare le mareggiate sulle aree costiere orientali e meridionali della Sicilia. A Palermo e in generale lungo la cosa tirrenica, le grandi montagne a ridosso della costa proteggeranno parzialmente le aree costiere dai venti, che invece dispiegandosi sul mare investiranno anche le Eolie e le Egadi, oltre naturalmente alle Pelagie e a Pantelleria. Da ieri sera stiamo seguendo il quadro meteorologico ora per ora, il cosiddetto ‘nowcasting’. Perché con questi cicloni basta un piccolo spostamento della traiettoria per determinare grandi cambiamenti nelle aree che poi saranno più investite da pioggia e vento”. E’ andata esattamente così: c’era dunque qualcosa che si poteva fare per salvare dalla distruzione lidi, ristoranti, barca, edifici e tutto quello che poi è andato distrutto?

“Il sistema di allerta ha funzionato molto bene. Dobbiamo anche a questa efficacia della prevenzione se non abbiamo registrato vittime. Le persone hanno lasciato abitazioni e luoghi di lavoro esposti lungo le coste per tempo. E, a parte qualche bravata di pochi che si sono avvicinati alla costa per filmare le onde enormi, si è riusciti a fare prevenzione a tutela della vita umana: che è l’unica cosa che veramente conta. I danni al patrimonio edilizio e anche alle imbarcazioni ormeggiate sono enormi. In alcuni casi si sarebbero potute smontare le strutture temporanee tipo i lidi, o trasferire fuori dall’acqua le imbarcazioni, ma è mancato il tempo. La durata del ciclone determinata proprio dal suo spostamento e poi dal posizionamento del suo minimo depressionario ha fatto sì che la durata della tempesta fosse tale che, alla fine, hanno ceduto innumerevoli strutture. Si è trattato di un evento meteorologico eccezionale che insegna come con la ricostruzione sarà necessario arretrare l’ambiente costruito rispetto alla linea costiera. Nel caso di alcuni piccoli porti al cui interno le imbarcazioni sono affondate sarà necessario valutare come ricostruirli. Ci sarà tempo e modo di farlo”.

NON E’ VERO CHE LA REGIONE SICILIANA NON STA AFFRONTANDO I PROBLEMI LEGATI ALLE INFRASTRUTTURE IDRICHE FATISCENTI. IL FATTO E’ CHE L’ATTUALE GOVERNO STA AFFRONTANDO PROBLEMI SOTTOVALUTATI, SE NON IGNORATI, DAI PRECEDENTI AMMINISTRATORI. E DI QUESTO GLI VA DATO MERITO

Anche le piogge sono state enormi. Ho appena letto il post su un noto social network del parroco di Ribera, Don Antonio Nuara, che scrive  «Piove, Regione ladra. Questa, però è piena di dolore e di rabbia contro una politica regionale suicida e corrotta. Da 40 anni si chiede di conservare l’acqua. Risultato: invasi iniziati e non completati; quelli esistenti mai sfangati con una capienza che si riduce sempre di più; condotte colabrodo e gli agricoltori disprezzati e se si azzardano a manifestare, si è pronti ad arrestarli…». Effettivamente mentre siamo sommersi dalle piogge, in molti ancora delirano di “crisi idrica”. Ha ragione Don Nuara?

“Ha ragione nel constatare che il grande sistema degli invasi artificiali siciliani e le tubazioni che portano l’acqua dagli invasi tanto alle campagne che alle città va sottoposto ad imponenti lavori di manutenzione e ristrutturazione. Non parlerei di politica regionale ‘suicida e corrotta’: la Regione siciliana sta cercando di fare del suo meglio, con le risorse finanziare e umane di cui dispone. E’ in costruzione la grande diga di Pietrarossa che darà acqua all’intero territorio Calatino. Sono stati recuperati e rimessi in servizio centinaia di pozzi comunali in tutta la Sicilia. Si è intervenuti nel corso degli ultimi due anni nella pulizia delle traverse dei fiumi e di molti corsi d’acqua. E’ in costruzione, dopo decenni di rinvii, la nuova rete idrica di Agrigento. E si stanno completando – questa volta ad opera della struttura commissariale dello Stato – gli interventi per la costruzione dei depuratori, dove mancavano, con l’adeguamento dove serviva, degli impianti di depurazione esistenti. Il fatto, semplice, è che gli interventi sugli enormi invasi siciliani – quasi tutti dei capolavori di ingegneria – e sulle relative condotte richiedono enormi risorse finanziarie e l’impiego di decine di tecnici di altissima qualificazione: è per questa ragione che furono tutti costruiti fra gli anni ’30 e ’90 del Novecento direttamente dallo Stato tramite la aziende delle Partecipazioni statali e quelle ad esse collegate. Ed è esattamente allo Stato, e non alle Regioni, che devono tornare tutte le competenze in merito alle grandi infrastrutture idriche. Quando questo accadrà, ed a mio avviso non manca ormai molto, inizieranno in Sicilia le grandi opere di manutenzione sugli invasi e sulle loro grandi e lunghe condotte”.

UNA SICILIA PIENA DI ACQUA

Torniamo alle piogge. Quanta acqua è caduta in Sicilia lo scorso mese di Gennaio?

“Una quantità immensa: in media quasi 200 litri per metro quadrato su una superficie superiore ai 26mila chilometri quadrati. Ma questo è il valore medio: nella Sicilia orientale moltissime stazioni pluviometriche della Regione siciliana hanno registrato valori superiori ai 600 mm. Nessuno ricorda sull’Etna simili livelli di innevamento a memoria d’uomo. Ci sono video con cumuli di neve superiori ai 3 metri sopra le automobili rimaste sotto le nevicate, poi liberate con le escavatrici a quote ancora nemmeno troppo elevate come i 1900 m del Rifugio ‘Sapienza’. Parliamo di una quantità di neve tale che, sciogliendosi nella tarda Primavera, ricaricherà in profondità la falda acquifera dell’intera grande pianura pre-vulcanica e della fascia costiera che, dai primi centri abitati in provincia di Messina, si estende fino a quelli della provincia aretusea. Peraltro, le precipitazioni sotto forma di pioggia e neve continueranno abbondanti anche nel mese di Febbraio in tutta la Sicilia”.

IN SICILIA ANCORA PIOGGE DAL 9 AL 16 FEBBRAIO

Lei a settembre mi disse che “se il vortice polare in via di formazione dalla seconda metà di Settembre sarà debole, come sostengono alcuni modelli previsionali” avremmo avuto un Inverno particolarmente freddo caratterizzato da forti precipitazioni”. Così è stato. Che tempo farà in Sicilia nel restante mese di Febbraio? 

“L’intera Europa continuerà ad essere investita da successive ondate di freddo in ingresso, tanto da occidente che da oriente. Le enormi nevicate che hanno investito l’Etna sono simili a quelle che hanno investito ed investono le Alpi, dove si è stati costretti a rinviare per troppa neve già alcune gare delle Olimpiadi invernali. La perturbazione che, dalla sera del 5 Febbraio, investe l’Italia da occidente ha richiamato i soliti venti meridionali. Dopo il primo nuovo maltempo nella giornata di oggi, Sabato 7 Febbraio con piogge su buona parte della nostra Isola, l’intera settimana dal 9 al 16 Febbraio sarà caratterizzata da nuove grandi precipitazioni che aggiungeranno oltre 50 mm di pioggia ai quasi 200 già caduti mediamente a Gennaio. Secondo il modello meteorologico europeo le piogge fino a domenica 15 saranno particolarmente abbondanti nella Sicilia occidentale”.

Vista anche l’importanza degli argomenti, particolarmente attuali in questi giorni, contiamo di coinvolgere Mario Pagliaro in una seconda sessione da dedicare all’andamento del clima a Febbraio.

Grazie a lei stiamo fornendo ai nostri lettori moltissime informazioni.

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SETTEMBRE 2025/ Siccità in Sicilia? Ma quando mai! Nei primi 8 mesi di quest’anno sono state registrate piogge per 450 litri d’acqua per metro quadro. Che in 26 mila kmq si traducono in enormi volumi di acqua

In alto: foto della catastrofe causata dal ciclone Harry in Sicilia, pubblicata da Il Fatto Quotidiano.

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