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Gli Arabi e il complesso rapporto tra sunniti e sciiti: sintesi storiche, religiose, geopolitiche e sociali

di Esther Di Gristina
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L’origine degli Arabi è un tema complesso e affascinante che si sviluppa in un lungo arco cronologico, intrecciando storia, linguistica, antropologia e religione. La loro origine, come tribù semitiche nomadi dell’Arabia, e la loro identità culturale e linguistica, si consolidano nel I millennio a.C. con l’Islam. Ma l’identità araba si estende ben oltre l’Arabia.

La differenza fra sunniti e sciiti è una delle divisioni più importanti e durature nell’Islam. Ha origini storiche, ma si è evoluta nel tempo toccando la dottrina religiosa, il diritto islamico, le strutture politiche e persino alleanze geopolitiche contemporanee.

LE ORIGINI

Nella preistoria e nell’antichità, prima del I millennio a.C., durante l’età del bronzo (ca. 3000-1200 a.C.) nella Penisola Arabica vivevano popolazioni nomadi e seminomadi, non ancora identificate come “arabe”. Alcuni collegamenti etnici possono essere fatti con i semiti nord-occidentali. Gli arabi infatti derivano da popoli semiti, un gruppo etnolinguistico che include anche gli Assiri, i Babilonesi, gli Ebrei e i Cananei.

Risale all’853 a.C. la prima menzione storica del termine “Aribi” o “Arabu”, in testi assiri (battaglia di Qarqar), che parlano di tribù nomadi del deserto. Dall’VIII secolo a.C. e fino al IV, si sono succeduti una serie di Regni arabi antichi: il Regno di Saba (attuale Yemen), il Regno di Qataban, Hadramawt e Main, il Regno dei Nabatei (con capitale Petra) e il Regno di Palmira (nell’attuale Siria).

Nelletà classica, tra i I sec. a.C. e il III sec. d.C., gli storici greci e romani (come Erodoto, Plinio il Vecchio e Strabone), menzionano frequentemente gli “Arabi”, soprattutto in riferimento alle rotte commerciali dell’incenso e delle spezie. L’epoca preislamica, detta Jāhiliyya (300 – 610 d.C.) è il periodo appunto della jahiliyya(“ignoranza”), secondo la tradizione islamica. In questo periodo, tribù arabe vivevano principalmente come beduini (nomadi) o in città come La Mecca e Yathrib (poi Medina). La società era tribale, politeista, con forti tradizioni poetiche e orali.

Nel 610 il Muhammad (Maometto), fondatore e profeta dell’Islam, riceve la prima rivelazione a La Mecca. Nel 622 inizia l’Egira (“emigrazione”) verso Yathrib: è l’inizio del calendario islamico. Alla Morte di Maometto, avvenuta nel 632 d. C, tutta l’Arabia è ormai unita sotto l’Islam.

L’espansione araba e islamica procedette tra il VII e l’VIII secolo attraverso i Califfati di Rashidun, Omayyadi e Abbasidi. Essi guidano una rapida espansione nel Nord Africa, in Spagna, in Persia, nell’Asia Centrale e nel Levante. L’identità araba si espande con la lingua araba e l’Islam, anche tra popoli non etnicamente arabi.

La divisione tra sciiti e sanniti deriva dalla discordia apertasi alla morte di Maometto.Nel 632 d.C. Maometto morì senza designare un successore chiaro (califfo). La disputa sulla successione alla guida della Umma (comunità islamica) è il punto di partenza del conflitto.

I Sunniti volevano che il successore fosse scelto dalla comunità, fra i compagni del Profeta, e sostenevano Abu Bakr (suocero di Maometto). Gli Sciiti volevano che il successore fosse un parente diretto di Maometto, in particolare ʿAlī ibn Abī Ṭālib (cugino e genero del Profeta).

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI CHIAVE

AnnoEventoImpatto sulla Divisione
632Morte di MaomettoNascita della disputa sunnita-sciita
656–661Califfo Ali regnaNascono le prime tensioni armate
680Battaglia di Karbala: Ḥusayn (figlio di ʿAlī) ucciso da truppe del califfo omayyadeEvento fondativo dello sciismo: martirio e ingiustizia
VIII–X sec.Si sviluppano scuole giuridiche e teologiche diverseSunnismo e Sciismo diventano strutture religiose distinte
XVI sec.L’Impero safavide fa dello sciismo duodecimano la religione ufficiale della Persia (Iran)Si rafforza la separazione politica
XX–XXI sec.Conflitti in Iraq, Siria, Yemen, Libano, ecc.La divisione assume anche valenze geopolitiche

DIFFERENZE DOTTRINALI E RELIGIOSE

AspettoSunnitiSciiti
SuccessioneI primi quattro califfi (Rashidun) sono legittimiSolo Ali e i suoi discendenti sono legittimi
Figura dell’ImamNon esiste un clero centrale; autorità diffusaL’Imam ha guida spirituale e politica, infallibile (soprattutto per i duodecimani)
Numero di ImamNon centrale nel sunnismo12 Imam (per gli sciiti duodecimani) – il 12° è occulto
Pratica religiosa5 pilastri dell’IslamAggiungono concetti come il “khums” (tassa religiosa) e il “taqiyya” (dissimulazione della fede in caso di pericolo)
Festività chiaveEid al-Fitr, Eid al-AdhaIn più commemorano il ʿĀshūrāʾ (martirio di Husayn a Karbala)
Gerarchia religiosaImam, mufti, ulema (senza autorità centralizzata)Ayatollah, marjaʿ, con autorità spirituale centralizzata (soprattutto in Iran)

DIFFUSIONE GEOGRAFICA

PaeseMaggioranzaNote
Arabia Saudita, Egitto, Turchia, Giordania, Marocco, IndonesiaSunnitaOspitano le principali scuole sunnite
IranSciita (duodecimano)Centro del potere sciita moderno
Iraq, Libano, Bahrain, YemenMistoForti tensioni religiose e politiche
SiriaGoverno alawita (ramo dello sciismo), popolazione mistaAlleanze regionali con l’Iran

SITUAZIONE ATTUALE E CONFLITTI MODERNI

Fra Iran e Arabia Saudita si espande la rivalità politico-religiosa tra potenza sciita (Iran) e sunnita (Arabia Saudita). Si manifesta attraverso conflitti per procura nello Yemen, in Siria, in Iraq, nel Libano.

Nello Yemen si svolge una guerra fra Houthi (sciiti zayditi, appoggiati dall’Iran) e governo sostenuto dai sauditi. La Siria invece ha un regime alawita (sciita) sostenuto da Iran e Hezbollah, contro oppositori sunniti (alcuni jihadisti). In Iraq vivono milizie sciite filo-iraniane influenti dopo la caduta di Saddam (sunnita). Nel Libano, Hezbollah (sciita) ha potere militare e politico; con le tensioni alla comunità sunnita.

Gruppi militanti fra cui jihadisti sunniti (come al-Qaeda e ISIS) considerano gli sciiti eretici. Gli sciiti hanno milizie come Hezbollah (Libano) e le forze di Mobilitazione Popolare (Iraq).

L’Arabia Saudita e l’Iran hanno riaperto relazioni diplomatiche nel 2023 (con la mediazione cinese). In alcuni paesi, come l’Oman, il Qatar e il Kuwait, la convivenza religiosa è più pacifica, mente iniziative accademiche e interreligiose cercano di ridurre l’odio settario.

Esistono in atto anche sforzi interconfessionali e accademici per tentare di ridurre la tensione, ma la divisione resta profonda. Gli Arabi sono un gruppo etnolinguistico, non un blocco religioso omogeneo. La lingua araba è comune, ma la fede resta divisa: sunniti, sciiti, cristiani arabi, drusi, alawiti, laici, ecc.

Oggi gli Arabi vivono in oltre 22 paesi della “Lega Araba”, ma l’unità politica è frammentata. Dopo le Primavere Arabe (2011), molti paesi arabi sono in crisi o guerra civile, fra cui la Siria, la Libia e lo Yemen. Mentre i regimi autoritari resistono (Egitto, Arabia Saudita), mentre alcuni tentano riforme, come il Marocco e gli Emirati).

Nel frattempo, soprattutto fra i giovani, tra i quali è alto il tasso di disoccupazione ed emigrazione, cresce il desiderio di identità nazionale, civile di natura “panislamica”: un movimento politico e culturale che promuove l’unità di tutti i popoli mussulmani, spesso con l’obbiettivo di creare una sorta di coesione o solidarietà politica. A differenza della “panaraba”, che invece è un movimento politico e culturale di matrice nazionalistica, volto all’unificazione del mondo arabo.

La divisione sunnita-sciita si manifesta oggi più nell’ambito geopolitico, che in quello teologico. E le élite religiose cercano spesso il dialogo, ma vengono strumentalizzate dai governi e dalle milizie. La pacificazione dei popoli arabi rimane ancora lontana in questo scenario internazionale sempre più complesso.

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