L’UNESCO ha riconosciuto soltanto nel 2006 il sito culturale delle Strade Nuove e dei Palazzi dei Rolli a Genova. Si tratta di un sistema di edifici tardo-rinascimentali e barocchi, e degli assi viari che li raggiungevano. Questo sistema, che copre un’area di quasi 16.000 ettari, è oggi inserito nella lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità.
Sostanzialmente, si tratta di 42 palazzi appartenenti all’antica nobiltà del capoluogo ligure, ma del sistema facevano parte ben 163 edifici. Tra questi palazzi, al tempo della Repubblica Marinara, si sceglieva dove ospitare le alte personalità che giungevano in visita di Stato a Genova. Era un particolare sistema di ospitalità pubblica, fissato nel 1576 da un Decreto del Senato della Repubblica Marinara.
Nessuno dei palazzi apparteneva a una famiglia “Rolli” o aveva questo nome. Quindi, perché il sistema è chiamato “dei Rolli”? Perché il palazzo dove far alloggiare l’illustre ospite era scelto tramite un sorteggio pubblico da speciali liste di alloggiamenti pubblici chiamati appunto “rolli”.
I 163 palazzi erano catalogati in base al prestigio. In ogni rollo erano suddivisi in più categorie, a seconda delle dimensioni, della capienza e della grandiosità. A partire dal rollo del 1588, solo tre di loro potevano ospitare le più alte cariche. Ovvero, quelle di Gio Batta Spinola, il Palazzo Doria-Tursi e il Palazzo Lercari-Parodi. Queste tre abitazioni erano riservate al Papa, ai legati Cardinali, e a sovrani, imperatori e principi.
I Palazzi dei Rolli si trovano sulle cosiddette Strade Nuove. Ovvero: la Strada Nuova o Via Aurea (l’attuale Via Giuseppe Garibaldi), la Strada Nuovissima (oggi Via Cairoli), la Strada Balbi (l’attuale Via Balbi) e Via Lomellini.
Le Strade Nuove sono state costruite tra la seconda metà del 1500 e la prima metà 1600. Risalgono quindi al periodo in cui la Repubblica di Genova era all’apice del suo potere marittimo e finanziario.
I Palazzi dei Rolli vennero costruiti a partire dal 1576 su disposizione del Senato della Repubblica di Genova. In uno tra i primissimi esempi in Europa di programmazione urbana integrata tra autorità pubblica e un ristretto numero di famiglie.
Fu il famoso Andrea Doria, Doge dal 1528, a istituire il sistema dei Palazzi dei Rolli. Questa operazione costrinse l’aristocrazia a rinnovare le proprie dimore già esistenti e a costruirne di nuove. In questi interventi, le famiglie coinvolsero i maggiori artisti del loro tempo, come Bartolomeo Bianco, Peter Paul Rubens, Galeazzo Alessi, il Tintoretto, Luca Giordano, Antoon Van Dyck, il Guercino, Domenico e Giovanni Ponzello.
Attraverso questi abbellimenti, l’aristocrazia genovese rendeva più lussuose le proprie case aumentando il proprio prestigio familiare. E il lusso era un simbolo che manifestava la propria solidità finanziaria. Una dimostrazione nei confronti della società genovese e verso gli illustri ospiti che arrivano in città. Praticamente il sistema dei Rolli era la manifestazione della volontà di autorappresentazione che palesava il trionfo privato e l’orgoglio pubblico della città.
In realtà, sembra che gli elenchi dei rolli rappresentino un atto di prevaricazione da parte delle istituzioni della Repubblica. Questa pratica può essere vista come un’intromissione nella privacy dell’aristocrazia locale.
Tuttavia, i Palazzi dei Rolli sono le testimonianze delle trasformazioni edilizie, avvenute tra Cinquecento e Seicento, all’interno della storia dell’architettura genovese. Allo stesso tempo, sono diventati un elemento d’identità civica, sociale e politica. Perché modelli di una civiltà abitativa ed espressione alta del potere politico ed economico cittadino.
Di norma i Palazzi dei Rolli, sviluppandosi in un territorio collinare, hanno tre o quattro piani. Sono caratterizzati da spettacolari scaloni aperti, cortili e loggiati che si affacciano su meravigliosi giardini. Gli interni presentano ancora le decorazioni originali, realizzate dai maggiori autori del manierismo e del barocco genovese. Insieme a collezioni d’arte, ricche quadrerie e sontuosi arredi.
Dal 2009, il primo fine settimana d’aprile e il secondo di ottobre, Genova celebra i “Rolly Days”. Durante questi weekend, i 49 Palazzi dei Rolli riconosciuti dall’UNESCO sono aperti al pubblico. Sia gli edifici pubblici (poiché alcuni sono diventati musei), sia quelli privati (molti sono diventati sedi di banche o uffici). Inoltre, dall’edizione di ottobre del 2019, è possibile dormire in uno dei Palazzi grazie alla “Rolli Experience”.




Palazzo Rosso di Genova (di Alessandro.di – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=43468022)




“Sala del trono” del Palazzo Reale di Genova (di Steven Lek – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42699323)




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