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L’Itallia dell’Unesco: Torino e le residenze sabaude

di Alessandra Cucinella
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Il nucleo politico della nazione attuale risale agli inizi del Settecento, quando i Savoia, antica dinastia di origine francese, ottengono il titolo di “re di Sardegna”, ampliando i domini e mettendo le basi per quella che sarà l’unificazione della Penisola. Il centro di Torino è stato, per secoli, nucleo del potere politico sabaudo e cuore di Casa Savoia. Qui sorgono i palazzi dove risiedeva la corte e dove si esercitava il governo dello Stato.

Le Residenze Sabaude, un capolavoro di architettura e cultura che circonda la città di Torino, rappresentano un capitolo fondamentale nella storia del Barocco e un tesoro del patrimonio culturale mondiale. Questo vasto complesso di palazzi, ville e castelli, eretti tra il XVII e il XVIII secolo, non è solo una testimonianza del potere e del gusto della casa regnante dei Savoia, ma anche un invito a viaggiare indietro nel tempo, tra arte, storia e natura.

La storia delle Residenze Sabaude inizia con una visione: trasformare il ducato in un regno e la sua capitale in una vera e propria metropoli europea. I Savoia, con l’aiuto dei più grandi architetti dell’epoca come Filippo Juvarra e Guarino Guarini, diedero vita a un progetto urbanistico e architettonico senza precedenti. L’idea era quella di creare una “Corona di Delizie” intorno a Torino, un anello di residenze che fossero al tempo stesso centri di potere, luoghi di svago e manifestazioni di magnificenza.

Il risultato è un’eccezionale fusione di stili e funzioni. Tra le 22 residenze che compongono il sito UNESCO, alcune spiccano per la loro importanza e bellezza. A Torino il Palazzo Reale, il Palazzo Madama e il Castello del Valentino sono il cuore pulsante del potere, mentre la Reggia di Venaria Reale e il Castello di Rivoli, con la loro imponenza, sono le gemme più brillanti della corona.

Fuori dalla città, il Castello di Stupinigi, capolavoro juvarriano, si presenta come una vera e propria macchina da caccia e di feste. L’affiatamento fra il re Vittorio Amedeo II e Juvarra permise al giovane architetto di soddisfare le ambizioni architettoniche del sovrano circondando la città di edifici che sono la testimonianza del suo genio e dell’ambizione del re.

La Basilica di Superga, edificata nel 1731, è il primo edificio sacro integralmente costruito da Juvarra a Torino e voleva essere sia un ringraziamento per la vittoria del sovrano sui francesi, sia il mausoleo dei Savoia. L’architetto adotta tutte le tipologie architettoniche più grandiose del passato, dal Pantheon, a San Pietro, a Sant’Agnese in Piazza Navona, a Sant’Ivo alla Sapienza, facendo di Superga il più grandioso santuario barocco italiano.

Visitare le Residenze Sabaude significa immergersi in un mondo dove il lusso si fonde con l’arte e la cultura. Gli interni dei palazzi, riccamente decorati con affreschi, stucchi dorati e mobili d’epoca, raccontano storie di corti, intrighi e celebrazioni. I maestri del Barocco e del Rococò hanno lasciato la loro impronta in ogni sala, creando un’atmosfera di eleganza e raffinatezza.

Ma le Residenze non sono solo edifici. I loro giardini sono un’estensione dell’architettura e della filosofia dei Savoia. Parchi all’italiana, viali alberati, giochi d’acqua e fontane sono stati progettati per creare un’esperienza sensoriale completa. Il parco della Venaria, ad esempio, è stato riportato al suo splendore originale, invitando i visitatori a passeggiare tra rose e labirinti. Il paesaggio circostante, con le sue dolci colline e i boschi, è parte integrante del progetto, e contribuisce a creare un’atmosfera di pace e grandezza.

Che questo articolo possa essere un invito a scoprire il Piemonte sabaudo, un’esperienza culturale che racconta la storia d’Europa, e la lettura di un capitolo in cui il Piemonte ha giocato un ruolo da protagonista.

Bibliografia e Sitografia

  • L’Italia dell’Unesco, Giunti e Tancredi Vigliardi Paravia Editori, Firenze 2021;
  • Luca Beatrice, Sguardi. Cittadini con l’arte, Lattes Editori, Torino 2022.
  • www.arte.it
  • www.unesco.it

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