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L’Italia dell’Unesco: Monumenti paleocristiani di Ravenna

di Antonietta Patti
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Passeggiare tra le vie di Ravenna significa attraversare secoli di civiltà, dalle ultime stagioni dell’Impero Romano d’Occidente fino al dominio bizantino. Non sorprende, dunque, che nel 1996 l’UNESCO abbia inserito otto monumenti ravennati nella lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità, riconoscendo il loro valore universale e l’eccezionale stato di conservazione.

Situata nella parte orientale dell’Emilia Romagna, la città di Ravenna fu capitale prima dell’Impero romano d’Occidente, poi del regno ostrogoto e infine sede dell’esarcato bizantino in Italia.

Nel 402 d.C. Infatti, quando Roma fu messa a ferro e fuoco dai Visigoti di Alarico, l’imperatore Onorio scelse di spostare la capitale dell’Impero proprio a Ravenna. Fu in questa città che venne deposto l’ultimo imperatore di Roma, Romolo Augustolo, nel 476.

Dopo il periodo ostrogoto, nel quale visse e regnò Teodorico, la città venne riconquistata dall’imperatore romano d’Oriente Giustiniano. La riunificazione dell’Impero Romano pose Ravenna in una nuova posizione di potere fino all’VIII secolo .

Lo sviluppo politico di Ravenna coincise con un’elaborazione artistica di pregio. In quei secoli, Ravenna era un laboratorio artistico in cui si incontravano cultura romana, tradizione cristiana e raffinata estetica orientale. In particolare, gli otto monumenti sopracitati, costruiti in età tardoantica, sono decorati da splendidi mosaici.

Al V secolo sono databili il Mausoleo di Galla Placidia, il Mausoleo di Teodorico, il Battistero degli Ortodossi e quello degli Ariani, la Cappella Arcivescovile e la struttura architettonica della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo.

Il Mausoleo di Galla Placidia (madre dell’imperatore Valentiniano III) è un piccolo edificio a croce latina, che custodisce uno dei cicli musivi più suggestivi dell’antichità, simboleggianti la vittoria della vita sulla morte.

All’ingresso, spicca la lunetta del Buon Pastore, di chiara ispirazione romana nell’ambientazione naturalistica. Cristo, vestito di una tunica dorata, col volto nimbato e la croce fra le mani, è seduto su una roccia, all’interno di un panorama di rigogliosa vegetazione, circondato dal suo gregge.

Il soffitto del mausoleo è a cupola e interamente mosaicato. Sullo sfondo di un blu intenso spicca una grande croce dorata, circondata da stelle dorate, e dai simboli dei quattro Evangelisti. Un repertorio musivo che crea una visione quasi cosmica, capace di trasformare un monumento funerario in un luogo di contemplazione.

Il Mausoleo di Teodorico è l’unico esempio superstite di tomba di un re barbaro di questo periodo. È un’opera architettonica unica e singolare. Costruita con grandi blocchi di pietra d’Istria, ha due piani, su pianta decagonale impostata su una pianta centrale, come molti famosi mausolei romani (ad esempio, quello di Cecilia Metella sulla Via Appia Antica). La particolarità di questo edificio è la copertura: il soffitto consiste in un unico blocco di pietra concavo.

Il Battistero degli Ortodossi, anche detto Neoniano (dal vescono Neone, al quale si deve il completamento dell’edificio), è uno dei battisteri paleocristiani meglio conservati al mondo. È decorato con marmi intarsiati e stucchi sulle pareti, e mosaici policromi nella cupola.

In particolare, la cupola è decorata per mezzo di due fasce mosaicate su fondo blu scuro, che circondano un tondo raffigurante il battesimo di Cristo sul Giordano. La fascia più esterna è decorata da finte architetture che contengono altari con la Bibbia e piccoli troni. Mentre la fascia interna rappresenta il corteo dei dodici apostoli intervallati da candelieri floreali. Le figure dei santi sono ieratiche, il senso di movimento è dato dalle diverse posizioni dei loro corpi.

Il Battistero degli Ariani è una costruzione in laterizi su una pianta ottagonale. Le pareti posseggono un semplice rivestimento in mattoni, mentre la cupola conserva mosaici policromi.

Come nel Battistero degli Ortodossi, il tondo centrale raffigura la scena del battesimo di Cristo. Tuttavia, nel Battistero degli Ariani Gesù immerso nelle acque del Giordano si trova tra San Giovanni Battista e la personificazione del fiume.

Inoltre, c’è soltanto una fascia circolare su fondo oro. La fascia riporta la processione dei dodici apostoli, attorno al trono dell’etimasia. I dettagli iconografici, come il trono e la successione di palme, riflettono i principi della fede ariana.

La Cappella Arcivescovile, nota anche come Cappella di Sant’Andrea, è l’unico monumento ortodosso costruito durante il regno di Teodorico, che credeva nella fede ariana. L’edificio ha una pianta a croce, decorato da lastre di marmo nella parte inferiore e da mosaici in quella superiore.

L’atrio mostra una rara immagine del Cristo guerriero: un giovane vestito in armatura coperta da un mantello fissato da una ricca spilla, con la Croce appoggiata sulla spalla, mentre schiaccia un leone e un serpente: simboli dell’eresia ariana. Il soffitto, una volta a vela, sono raffigurati quattro arcangeli che insieme sorreggono un clipeo centrale con il monogramma cristologico, e i simboli dei quattro Evangelisti (Marco, Luca, Matteo e Giovanni), su fondo d’oro.

Non meno importante è la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, voluta da Teodorico come cappella palatina, consacrata al culto ariano. Tuttavia, l’edificio è stato rimaneggiato nel VI secolo, per volere di Giustiniano. L’imperatore d’Oriente intendeva eliminare dal luogo ogni riferimento all’eresia ariana, dedicando la chiesa a San Martino.

Laddove, in origine, la decorazione musiva mostrava diversi personaggi della corte ostrogota, oggi si vedono dei lunghi cortei delle Vergini e dei Martiri, su sfondo dorato. Sul lato destro sfilano gli uomini, mentre sul lato sinistro le donne, lungo le navate, in processione verso Cristo e la Madonna assisi in trono.

Le Vergini reggono tra le mani velate le corone del martirio, i loro volti sono diversi ma con un’identica espressione contemplativa. Questa caratteristica, insieme ai corpi standardizzati, elimina qualsiasi forma di caratterizzazione delle singole figure.

La splendida Basilica di San Vitale è stata costruita e consacrata nel VI secolo. L’edificio, a pianta ottagonale, colpisce per la commistione tra la complessa struttura architettonica, tipicamente romana, e i mosaici che decorano il presbiterio, tra i massimi capolavori dell’arte bizantina.

I mosaici della Basilica di San Vitale raffigurano scene bibliche e della corte imperiale, a sottolineare il legame tra dell’imperatore con Dio. Qui compaiono le solenni figure dell’imperatore Giustiniano I e dell’imperatrice Teodora, rappresentati con un linguaggio simbolico che unisce spiritualità e potere politico. I sovrani indossano vesti preziose e gioielli opulenti. I loro volti, realizzati con un intento ritrattistico, sono circondati da un nimbo, a sottolineare l’idealizzazione della regalità di Giustiniano e Teodora.

A circa 5 km da Ravenna, si trova la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, situata nell’antico porto romano della città: Classe appunto. Costruita nel VI secolo, poco dopo la morte di Teodorico, e consacrata dal primo arcivescovo di Ravenna: Massimiano.

Si tratta di un edificio imponente a pianta centrale, affiancato da un campanile a pianta centrale, decorato da ricchi marmi e mosaici. Essa presenta un grande mosaico absidale nel quale è rappresentato Sant’Apollinare, immerso in un paesaggio simbolico, tra cielo e terra. Questo mosaico rappresenta una visione teologica profondamente legata alla spiritualità orientale.

La tecnica del mosaico consiste nell’accostare tessere, più o meno piccole, di marmi, pietra, pasta vitrea, ecc… per formare un disegno unitario. Questo tipo di decorazione era molto diffuso in età antica, soprattutto romana, nell’abbellimento di pareti, pavimenti e soffitti. La tecnica venne usata moltissimo anche nella decorazione di luoghi di culto, soprattutto cristiani, fin dai primi tempi dell’età paleocristiana.

Ancora oggi la città di Ravenna conserva questa eredità con straordinaria vitalità. I mosaici dei suoi monumenti, che si pongono quasi in contrasto con la semplice muratura in mattoni dei prospetti esterni, sono legati alla tradizione romana con influenze bizantine.

In special modo, l’uso di materiali preziosi, il colore dorato, la prospettiva inversa nella creazione di composizioni ordinate e simmetriche delle figure umane, caratterizzate da isocefalia. Sono tutte caratteristiche che influenzeranno l’arte medievale in tutta l’Europa.

Nei mosaici di Ravenna la storia appare come una luce continua, che si riflette sulle pareti dorate delle basiliche, raccontando a ogni visitatore il dialogo millenario tra arte, fede e potere. E persistono numerose botteghe artigiane sparse per la città.

Ciò che rende Ravenna unica non è soltanto il numero dei monumenti, ma l’unità artistica che li attraversa. I mosaici, realizzati con minuscole tessere di pasta vitrea e oro, trasformano la luce in materia narrativa: raccontano storie sacre, celebrano il potere imperiale e traducono in immagini la visione spirituale del cristianesimo delle origini.

Per questo motivo Ravenna rappresenta uno dei più importanti centri dell’arte paleocristiana e bizantina al mondo. Il riconoscimento dell’UNESCO non riguarda soltanto il valore estetico dei suoi monumenti, ma anche il loro significato storico: essi testimoniano l’incontro tra Oriente e Occidente e la nascita di un linguaggio artistico destinato a influenzare profondamente l’Europa medievale.

Ravenna, Mausoleo di Teodorico
Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, decorazione musiva della lunetta del Buon Pastore (di bradhostetler – https://www.flickr.com/photos/37979777@N08/12521959714/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=157229910)
Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, decorazione musiva del soffitto (di Prof. Mortel – https://www.flickr.com/photos/43714545@N06/48799461602/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=115619599)
Cappella Arcivescovile di Ravenna, il Cristo Guerriero
Cappella Arcivescovile di Ravenna, decorazione musiva del soffitto (di Incola – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34778909)
Battistero degli Ortodossi a Ravenna, decorazione musiva della cupola
Battistero degli Ariani a Ravenna, decorazione musiva della cupola
Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna, Teoria delle Vergini
Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna, la Madonna col Bambino in trono
Ravenna, Basilica di San Vitale, decorazione musiva, al centro l’imperatore Giustiniano
L’imperatrice Teodora nel mosaico della Basilica di San Vitale a Ravenna
Basilica di Sant’Apollinare in Classe decorazione musiva dell’abside

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