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L’Italia dell’Unesco: i Sacri Monti

di Alessandra Cucinella
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Un tempo c’era un modo per vivere intensamente la fede, unendo la devozione spirituale all’immersione nella natura e all’ammirazione dell’arte. Questo è lo spirito che anima i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, un insieme di nove complessi di cappelle e architetture sacre riconosciuti come patrimonio mondiale dell’UNESCO. Non sono semplici luoghi di culto, ma veri e propri percorsi di fede, teatro di un’integrazione perfetta tra l’uomo, la natura e la divinità.

Fu Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano alla metà del Cinquecento, a promuovere la costruzione di una rete di cappelle tra Lombardia e Piemonte, in un’epoca di grande fervore religioso e come risposta alla Riforma Protestante. L’obiettivo era quello di creare luoghi di preghiera in Europa alternativi alla Terra Santa, sempre più difficile da raggiungere a causa dell’espansione musulmana.

I Sacri Monti permettevano dunque un pellegrinaggio alternativo in luoghi appartati, tra le valli alpine e prealpine, colline panoramiche, boschi lussureggianti e laghi. Nacquero così tra XVI e XVII secolo i nove Sacri Monti: Varallo, Creta, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Valperga.

L’architettura di questi luoghi è un tutt’uno con l’ambiente circostante. Le cappelle, disposte lungo un sentiero che conduce a un santuario principale, sono state progettate per inserirsi naturalmente nel paesaggio. L’esperienza del pellegrino non era solo di preghiera, ma anche di scoperta del territorio, con viste mozzafiato che si aprono a ogni passo. Questo viaggio sensoriale, tra il profumo dei boschi e la vista di laghi e montagne, diventa parte integrante del percorso spirituale.

Ciò che rende i Sacri Monti unici è l’arte che racchiudono. All’interno delle cappelle, magnifici cicli di affreschi e gruppi statuari in terracotta policroma, spesso a grandezza naturale, mettono in scena episodi della vita di Cristo, della Vergine Maria e dei Santi. Queste opere d’arte sono un vero e proprio “teatro a cielo aperto”, pensato per coinvolgere emotivamente il fedele, una sorta di catechismo illustrato per istruire in modo vivido e diretto. Artisti di grande calibro, come Gaudenzio Ferrari, hanno lasciato la loro impronta, trasformando ogni cappella in un capolavoro.

Tra i nove complessi, ognuno ha una sua specificità. Il Sacro Monte di Varallo (Vercelli) è il più antico e il più imponente, con una vera e propria riproduzione in scala dei luoghi santi di Gerusalemme, Nazareth e Betlemme. Quello di Oropa (Biella) si distingue per la sua grandiosa architettura, mentre il Sacro Monte di Varese offre una vista spettacolare sul lago e sul panorama circostante. A Orta San Giulio (Novara), il Sacro Monte dedicato a San Francesco domina l’incantevole isola omonima.

Nati come luogo di pellegrinaggio i Sacri Monti oggi sono un richiamo irresistibile non solo per i fedeli, ma anche per gli amanti dell’arte, del trekking e della natura. Percorrere i loro sentieri è un’occasione per rallentare il ritmo, respirare aria pura, nutrire la mente, lo spirito e gli occhi. Il silenzio dei boschi e la bellezza delle opere d’arte creano un’atmosfera di pace e contemplazione, un ponte tra il passato e il presente, tra fede e cultura, tra l’opera dell’uomo e l’immensità della natura.

Bibliografia e Sitografia

  • L’Italia dell’Unesco, Giunti e Tancredi Vigliardi Paravia Editori, Firenze 2021;
  • Luca Beatrice, Sguardi. Cittadini con l’arte, Lattes Editori, Torino 2022.
  • www.arte.it
  • www.unesco.it

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