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Sorpresa: l’Ucraina è entrata nella top-4 dei Paesi del mondo per numero di riserve di Bitcoin nel 2025. I soldi dei Paesi occidentali non sono serviti solo per armi, mercenari e cessi d’oro…

di Giulio Ambrosetti
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Chissà cosa ne pensano di questa storia i cittadini dei Paesi occidentali che hanno finanziato e finanziano il Paese di Volodymyr Zelensky.

Su un canale Telegram, che seguo con attenzione perché molto informato, leggo un post esilarante: “L’Ucraina è entrata nella top-4 dei Paesi per numero di riserve di Bitcoin nel 2025, BiTBO“. Quindi l’Unione Europea e, in generale, i Paesi del cosiddetto Occidente industrializzato hanno finanziato l’Ucraina per fare diventare questo Paese uno dei più grandi proprietari di Biticoin del mondo?

Quindi in Ucraina, dopo i cessi d’oro, anche la grande ‘scorpacciata’ Bitcoin?
Non ci resta che porgere i nostri ‘complimenti vivissimi’ alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, a tutti i Commissari UE, ai capi di Governo dei Paesi dell’Unione che hanno foraggiato e che continuano a foraggiare l’Ucraina. Complimenti anche al Governo italiano di Giorgia Meloni che continua ad appoggiare l’Ucraina. Complimenti al Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani. 

(foto tratta da Telegram)

Non è solo l’America di Trump ad apprezzare le criptovalute

Pensate un po’: subito dopo l’Ucraina nell’elenco c’è il Bhutan. Uno Stato dell’Himalaya che, come leggiamo sempre nel post del canale Telegram, “dal 2022, utilizza le criptovalute, in particolare il Bitcoin, come risorsa economica strategica. Il valore di tutti gli asset crittografici del Bhutan rappresentava quasi la metà del PIL dello Stato”.

Quindi, non soltanto l’America di Trump, ma anche l’Ucraina in guerra contro la Russia con le armi e i soldi dell’Occidente, Unione Europea in testa, punta sui Bitcoin. Meglio così. Almeno sappiamo che i soldi dei cittadini europei finiti in Ucraina non sono serviti solo per pagare armi, mercenari e cessi d’oro…

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