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Palazzo d’Orleans: il file rouge che lega Palermo e Parigi

di Esther Di Gristina
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Il Palazzo d’Orléans di Palermo è uno degli edifici storici più importanti della città, con una storia ricca di trasformazioni che riflette i cambiamenti politici, culturali e architettonici della Sicilia.

Le sue origini storiche si legano al nobile siciliano principe Giovanni Monroy, esponente della famiglia Monroy in Sicilia, che visse tra il XVII e il XVIII secolo. La famiglia Monroy era di origine castigliana (Spagna) che si trasferì in Sicilia dopo il 1300, durante la dominazione aragonese.

I Monroy ebbero diversi titoli: conti, marchesi, principi e baroni. Il loro ruolo fu importante nell’amministrazione e nella politica locale siciliana nel periodo spagnolo. Il titolo di “principe” era spesso legato a feudi concessi in Sicilia, come Pandolfina, Campofranco, o Favara (AG). Molti altri luoghi sono legati alla famiglia Monroy, fra cui il castello Chiaramonte, così come i possedimenti nelle zone di Agrigento e Caltanissetta. Alcuni palazzi storici siciliani portano ancora il nome “Palazzo Monroy”.

Il Palazzo d’Orleans fu fatto costruire dal principe Monroy, che nel 1775 realizzò il primo nucleo del palazzo, assai più piccolo di quello attuale. L’area scelta per la costruzione si trovava in una posizione strategica, a ridosso del Parco Reale e vicino al Palazzo Reale (Palazzo dei Normanni), sede del potere politico sin dall’epoca normanna. L’ingresso principale si trova a Piazza Indipendenza (nome preso dopo il 1860).

Successivamente il palazzo, messo all’asta, è stato acquistato dal mercante Antonino Oliveri, che dal 1784 al 1806 amplia l’edificio a destra e a sinistra, e costruisce la sopraelevazione al terzo piano.

Tra il 1810 e il 1812, inizialmente per volontà della famiglia reale borbonica, il Palazzo era una residenza di rappresentanza, immersa in un grande parco. Del palazzo fa parte un ampio giardino, il Parco d’Orléans, con Ficus magnolioides dalle radici volanti ed animali esotici, aperto al pubblico in epoca contemporanea.

Vi si rifugiò dal 1808 al 1814 Luigi Filippo d’Orleans, il futuro Re dei Francesi (dal 1830 al 1848), che apparteneva al ramo cadetto della famiglia reale francese (i Borbone-Orléans). Suo padre, Luigi Filippo II, detto Filippo Egalité, fu giustiziato durante la Rivoluzione francese nel 1793.

Nonostante avesse appoggiato la rivoluzione Luigi Filippo fu esiliato, ritenuto un potenziale nemico sia dai rivoluzionari che successivamente, da Napoleone. Si trasferì a Palermo nel 1809, dopo anni di peregrinazioni in Svizzera, Scandinavia e Inghilterra. Luigi Filippo trovò rifugio nel Regno delle Due Sicilie, dove i Borbone lo accolsero. In quel periodo, a Palermo viveva anche la famiglia reale borbonica, rifugiatasi lì dopo che i Francesi con Napoleone avevano occupato Napoli.

Luigi Filippo entrò in buoni rapporti con la corte borbonica, e nel 1809 sposò Maria Amalia di Borbone, figlia del Re Ferdinando I Re delle Due Sicilie. Questo matrimonio rafforzò il suo legame con la monarchia borbonica e gli diede un ruolo più stabile a Palermo, dove visse tranquillamente e in relativa sicurezza, protetto dalla corte borbonica e lontano dalle tensioni politiche europee. Lì nacquero alcuni dei suoi figli, tra cui Ferdinand-Philippe, Louise e Marie.

Luigi Filippo avviò un’ulteriore fase di ampliamento di Palazzo d’Orleans, acquisendo anche le adiacenti palazzine Gerardi e Bentivegna. Egli rimase a Palermo fino al 1814, anno della caduta di Napoleone, quando poté fare ritorno in Francia.

Il palazzo prese il nome “Orleans” quando divenne residenza del principe di Orléans, Ferdinando Filippo d’Orléans, duca d’Aumale, figlio del Re Luigi Filippo di Francia, che scelse il palazzo come propria dimora.

Il palazzo fu dunque chiamato: “Palazzo Orleans” per questa connessione con la casa d’Orléans, che ebbe un ruolo importante nella nobiltà europea tra XVIII e XIX secolo.

Dopo la caduta del Regno di Luigi Filippo nel 1848, molti membri della famiglia reale francese si rifugiarono all’estero. Il Duca d’Aumale visse per un periodo in esilio a Palermo dove morì il 7 maggio 1897, nella sua tenuta agricola Zucco, presso il paese di Giardinello vicino Palermo.

Durante il Risorgimento e il periodo borbonico, il palazzo subì diverse modifiche architettoniche, adattandosi ai nuovi stili neoclassici e alle esigenze funzionali della nobiltà del tempo. Dopo l’Unità d’Italia l’edificio passò gradualmente da residenza nobiliare a sede istituzionale.

Maria Amalia donò il palazzo e la tenuta palermitana al figlio Enrico d’Orléans nel 1856, tenuta che raggiunge l’ampiezza di 63 ettari. L’eredità passa successivamente al nipote Luigi Filippo Roberto d’Orléans, che vi muore nel 1926, per poi passare alla sorella Maria Amalia, regina del Portogallo, che due anni dopo la cedette al cugino Giovanni, duca di Guisa.

Palazzo d’Orleans ospitò vari matrimoni. Il 10 febbraio 1929 quello della principessa Françoise d’Orléans e del principe Cristoforo di Grecia e Danimarca. I festeggiamenti del matrimonio del principe Henri d’Orléans, conte di Parigi e della principessa Isabella d’Orléans-Braganza iniziarono il 7 aprile 1931, il giorno prima della benedizione nuziale con un gran ballo; l’indomani, 8 aprile 1931, al termine della cerimonia religiosa, vi fu servito un pranzo per mille invitati, dopodiché gli sposi vennero a salutare sul balcone la folla dei loro sostenitori che avevano compiuto il viaggio dalla Francia.

Nel 1940 il palazzo venne requisito dal governo italiano. Nell’agosto 1943 fu sede degli uffici degli alleati (Amgot), poi dell’Alto commissario per la Sicilia. Subì danni e restauri, soprattutto nel secondo dopoguerra, e nell’agosto 1947 passò alla Regione Siciliana per essere sede della Presidenza.

La Commissione di conciliazione italo-francese nel 1950 impose la restituzione dell’immobile ai vecchi proprietari (Enrico, conte di Parigi), che lo vendettero definitivamente alla Regione, dopo che il Presidente Giuseppe Alessi decreta il 14 maggio 1953 l’acquisto dell’immobile per 210 milioni di lire. Quindi nel 1955 torna sede della Presidenza della Regione Siciliana.

Nel 1956 l’adiacente palazzo Bentivegna fu demolito per costruirvi un edificio di sette piani destinato ad ospitare gli uffici della Segreteria generale della Presidenza e sede ufficiale della Presidenza della Regione Siciliana, ruolo che mantiene tuttora. Da allora, è stato oggetto di lavori di ammodernamento e consolidamento strutturale anche nel recente periodo.

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