Tra le tante sagre siciliane che animano l’autunno, una in particolare ha catturato l’attenzione di visitatori e curiosi: “Sapori d’Autunno”, l’evento che si è svolto nel suggestivo borgo di Isnello, nel massiccio delle Madonie.
Una manifestazione che si è distinta per la sua autenticità, per il forte legame con il territorio e per l’entusiasmo con cui è stata organizzata dalla Consulta Giovanile di Isnello.
Bisogna fare un plauso a chi ha avuto l’idea della stesura della legge regionale siciliana 13 novembre 2019, n. 18 che ha istituito la Consulta Regionale Giovanile e Femminile e la successiva legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3 che ha introdotto contributi straordinari per le Consulte Giovanili e Femminili regolarmente costituite.
Questi appuntamenti sono fondamentali per le nostre comunità, perché: permettono alle persone di riscoprire la propria identità, la propria cultura, la propria storia. Inoltre assumono funzioni diverse rispetto alle sagre organizzate da pseudo professionisti poiché permette a donne e giovani, di essere i protagonisti della comunità, evidenziare il senso di appartenenza; ma soprattutto stimolano la crescita.
Inoltre queste iniziative fanno riflettere sulle opportunità che le tipicità possano diventare motore di sviluppo per il futuro dei territori.
I prodotti tipici, infatti, non sono semplici alimenti: sono testimonianze vive della nostra storia, del nostro modo di vivere, lavorare, insomma, la nostra speranza. Ernesto De Martino uno degli etnoantropologico più lungimiranti li chiamava “Patrie alimentari” maggiorando il valore stesso.
Ogni territorio ha i suoi prodotti, e ogni prodotto racconta il territorio da cui nasce. In Sicilia questo legame è fortissimo: basta pensare a quanta varietà e quanta ricchezza esista da un paese all’altro, da una vallata all’altra.
Negli ultimi anni abbiamo assistito, per fortuna, a una riscoperta dei prodotti locali e delle antiche tradizioni produttive. In molti casi, queste iniziative hanno permesso di recuperare colture e saperi che rischiavano di scomparire. È grazie ai prodotti tipici che tante comunità hanno potuto ritrovare la propria voce, raccontarsi e farsi conoscere.
L’importanza è sapere evidenziare la cultura del territorio ed evitare di scimmiottare le iniziative delle comunità vicini.
L’evento ha avuto come filo conduttore le produzioni tipiche madonite, esaltate attraverso percorsi gastronomici, culturali e artistici. Il borgo di Isnello, per l’occasione, si è vestito a festa: vie adornate di colori caldi — con l’arancione scelto dai ragazzi come colore simbolo — e profumi d’autunno che hanno invaso ogni angolo.
I visitatori hanno potuto degustare le eccellenze del territorio: gli straordinari funghi, le carni locali, ricotta, formaggi, salsiccia, stigghiole, il bollito, il pane cunzato, l’olio extravergine di oliva di montagna, melograni, castagne e il tipico cudduruni, proposto sia in versione dolce che salata. Una festa per il palato e per l’anima, capace di risvegliare i sensi e raccontare la vera essenza di un territorio autentico.
Particolare interesse ha suscitato anche il convegno dedicato alle strategie di sviluppo locale sostenibile dal titolo “Voci del territorio: Dalla terra alla tavola – la valorizzazione del territorio attraverso le voci e i sapori d’autunno” moderato da Alessandra Crapa, Assessore alla cultura, al turismo e alle pratiche giovanili, che ha condotto con competenza e professionalità, Dopo i saluti del sindaco Marcello Catanzaro che ha portato i saluti dell’Amministrazione e della comunità è intervenuto Natale Civello, presidente della consulta Giovanile. Successivamente si sono succeduti i vari relatori: Salvatore Seminara, presidente della Fondazione Internazionale della Biodiversità del Mediterraneo; Leonardo Gennaro, presidente BCC Madonie; Mario Liberto, giornalista, scrittore e insegnate presso l’ITS Madonie; Piergiorgio Lo Verde, dietista, i quali, ognuno dal proprio ambito professionali, hanno offerto spunti di riflessione sul valore delle produzioni locali come motore di rinascita dei borghi.
Non sono mancati momenti di spettacolo e intrattenimento, con la presenza di artisti di fama regionale che hanno arricchito la manifestazione con musica e performance dal vivo.
“Sapori d’Autunno” non è stata soltanto una sagra gastronomica, ma un vero e proprio atto d’amore verso il territorio. Diversamente da molte manifestazioni improvvisate, quella di Isnello ha mostrato il volto autentico della Sicilia: un’identità fatta di tradizione, accoglienza e orgoglio locale. Ai giovani della Consulta Giovanile di Isnello va dunque riconosciuto il merito di aver saputo coniugare arte, cultura e sapori in un evento che ha attratto migliaia di visitatori e restituito vitalità al borgo madonita.
Un appuntamento che, ci si augura, diventi una tradizione stabile nel calendario delle sagre siciliane, portando avanti con passione il messaggio che dalle radici può nascere il futuro, in attesa della “Sagra delle verdure spontanee” ospitata dalla stessa comunità di Isnello che si terrà nella prossima primavera.