La Conca d’Oro non è affatto morta! Ne fanno orgogliosa testimonianza tutte le realtà, artigianali e industriali che operano ancora nel territorio di Palermo, Villabate e Bagheria. Per valorizzare questo territorio, dove l’innovazione incontra la tradizione, è nata ArtiGusto 2026, ospitato il 29 e 30 maggio nella Villa Aragona-Cutò a Bagheria.
“Rigoglioso di vegetazione, pieno d’alberi e ricco di frutta, è questo un miracolo operato dal concime, dall’acqua, da una gran popolazione, dalla coltura” così Domenico Scinà descriveva la Conca d’Oro. Ovvero, quella piana che si estende tra Monte Pellegrino e Monte Catalfano.
Questa descrizione val bene ancora oggi. Infatti,ArtiGusto 2026 ha celebrato due simboli profondamente legati alla storia, all’economia e all’identità culturale del territorio di Bagheria: il carretto siciliano e il limone.

(foto di Antonietta Patti)

(foto di Antonietta Patti)
Il limone della Piana di Bagheria per decenni è stato una risorsa essenziale per l’economia locale. Negli ultimi anni è stato “riscoperto”, specialmente grazie alla certificazione BIO. Così è diventato un mezzo di sviluppo per le aziende del territorio che continuano a far vivere le produzioni della Conca d’Oro attorno Palermo.

(foto di Giuseppe Fricano)
Un esempio lampante è l’azienda limonicola dei fratelli Giuseppe e Nicolò Fricano in contrada Cavarretta, che tra sacrifici e fatiche coltiva limoni certificati BIO. Questi agrumi poi vengono lavorati presso uno dei magazzini nel territorio bagherese, come quello in contrada Motta, della Cooperativa Siciliana Agrumi Lavorati Si.AL. Si tratta di una produzione specializzata del Consorzio A.P.O. Sicilia, all’interno del Consorzio BIA, che produce e distribuisce agrumi biologici tutelando la biodiversità.
Il talk “La certificazione di qualità del limone della Piana di Bagheria come leva di sviluppo locale”
ha approfondito le prospettive economiche del settore. Condotto da Mario Liberto, giornalista e scrittore esperto di enogastronomia, l’incontro ha evidenziato il ruolo della valorizzazione di questo agrume e, di conseguenza, del territorio bagherese.

(foto di Antonietta Patti)
Il carretto siciliano è l’emblema dell’arte popolare isolana. Fino alla metà del secolo scorso era il mezzo di trasporto più usato sulle trazzere siciliane. Oggi ha perso quella funzionalità per diventare un elemento folkloristico, da collezionare, e utilizzato soprattutto durante gli eventi culturali. Tanto che il carretto siciliano ha uno spazio particolare all’interno di Villa Cattolica, il museo dedicato a Renato Guttuso a Bagheria.
Particolare interesse ha quindi suscitato la mostra dedicata ai carretti siciliani. Grazie alle donazioni di Laura Buzzetta, Concetta Ducato, Michele Ducato, Giovanni Di Salvo, Francesco Maglio, Rosario Miseo, Tommaso Provenzano e Giuseppe Sicula.
Mentre gli antichi manufatti della tradizione contadina sono stati donati dall’Associazione Giuseppe Bagnera, dall’Associazione Natura e Cultura, dal Museo dell’Acciuga e delle Arti Marinare e dal Consorzio A.P.O. Sicilia. Insieme agli antichi oggetti, le installazioni artistiche realizzate da tre istituti bagheresi: I.I.S. Salvo D’Acquisto (sezione moda), I.S. Don Luigi Sturzo (indirizzo alberghiero) e dal Liceo Artistico Renato Guttuso.

(foto di Giuseppe Fricano)

(foto di Antonietta Patti)

(foto di Antonietta Patti)
ArtiGusto 2026 ha quindi proposto un percorso tra tradizione culturale, gastronomia e spettacolo, richiamando numerosi visitatori e appassionati. Concisamente, il programma ha incluso mostre, incontri laboratori, degustazioni e cooking show con la partecipazione di professionisti e studenti. Questi ultimi hanno partecipato attivamente, con installazioni creative e attività laboratoriali.
Lo spazio più frequentato dell’ArtiGusto 2026 è stato il Food Village, dedicato alle eccellenze gastronomiche siciliane e alle produzioni del territorio. Infatti, l’area gastronomica ha raccontato la tradizione culinaria del territorio, attraverso prodotti tipici e nuove interpretazioni della cucina locale.
I visitatori dell’ArtiGusto 2026 hanno degustato specialità come lo sfincione bagherese, i gelati artigianali e le birre di produzione siciliana. Hanno partecipato all’evento diverse realtà del territorio bagherese: l’Antico Forno Valenti di Maurizio Valenti, l’Ape Pizza di Marcello Spingola, l’Orient Express di Ciccio Scaduto, la gelateria-pasticceria Don Gino e la birreria di Bruno Ribadi.
Certamente non sono mancati i momenti di intrattenimento all’ArtiGusto 2026. Venerdì 29 maggio, Stefano Piazza e Francesco Maria Martorana hanno divertito il pubblico, raccontando le contraddizioni delle famiglie siciliane. Mentre sabato 30 maggio, Paolo Zarcone e l’Associazione Culturale Musicale Pietro Mascagni di Aspra hanno dato nuova vita alla musicalità siciliana.
Più che una semplice rassegna, ArtiGusto 2026 si è confermata un’occasione per riscoprire alcuni prodotti di Bagheria. Frutti e oggetti da trasformare in una risorsa per il presente e il futuro, come il carretto siciliano e il limone di Bagheria. Prodotti divenuti simboli di una strategia di valorizzazione del territorio, attraverso il dialogo tra memoria, tradizioni artigiane e produzioni agricole.
Senza dimenticare le difficoltà economiche dei consumatori locali, soprattutto in un periodo di forte crisi. Ma guardando anche al turismo culturale, per promuovono così le eccellenze locali e il loro sviluppo. Manifestazioni come ArtiGusto 2026 consentono di far conoscere realtà territoriali che investono nell’agricoltura biologica con prodotti di alta qualità.

(foto di Antonietta Patti)

(foto di Giuseppe Fricano)



Nella speranza che, in futuro, edifici come Villa Aragona-Cutò possano ospitare mostre permanenti come quelle realizzate per ArtiGusto 2026 grazie alla direzione artistica di Rossella Scannavino, esperta dell’arte dei carretti siciliani e dei canti alla carrettiera. All’interno della squadra degli organizzatori vi era anche Chiara Udia, insegnante di scuola primaria, che ha curato i rapporti con le scuole bagheresi Scianna-Cirincione, Ignazio Buttitta e Falcone e Borsellino. L’evento ha ricevuto anche il contributo del Consigliere Comunale Antonello Onofrio Gargano, attivo già da tempo nella divulgazione della storia e degli usi e costumi del territorio bagherese.
ArtiGusto 2026 è stato organizzato da Michele Balistreri presidente dell’Associazione La Piana d’Oro, Valerio Barone presidente della Condotta Slow Food Bagheria e da Sergio Speciale di RadioOne e TeleOne, con il sostegno del Consorzio A.P.O. Sicilia rappresentato da Antonio Fricano.
Importante il patrocinio del Comune di Bagheria, dell’Assessorato Regionale delle Attività Produttive, dell’Assessorato Regionale ai Beni culturali e dell’Identità siciliana, con il finanziamento dell’Assessorato Regionale Agricoltura, Pesca Mediterranea e Sviluppo Rurale.


(foto di Antonietta Patti)




(foto di Giuseppe Fricano)



