Il periodo storico che precede le gesta di Giovanna d’Arco (1412–1431) è segnato da uno dei momenti più turbolenti della Guerra dei Cent’Anni (1337–1453): il lungo conflitto tra la Francia e l’Inghilterra per il trono francese.
Negli anni immediatamente precedenti l’apparizione di Giovanna (intorno al 1429), la situazione per la Francia era drammatica: il re di Francia Carlo VI era affetto da gravi crisi mentali. Questo aveva indebolito il potere reale e diviso la nobiltà francese in due fazioni: gli Armagnacchi (fedeli al delfino Carlo, futuro Carlo VII) e i Borgognoni (alleati degli inglesi).
Con il Trattato di Troyes (1420) il re Carlo VI, sotto l’influenza dei Borgognoni, diseredò suo figlio Carlo e riconobbe Enrico V d’Inghilterra come erede al trono di Francia. Questo fu un colpo durissimo per i legittimisti francesi.
Nel 1422 morirono sia Carlo VI che Enrico V e il trono fu conteso dal delfino Carlo figlio di Carlo VI e dal figlio di Enrico V cioè Enrico VI, ancora infante. Gli inglesi tentarono di governare la Francia attraverso il Duca di Bedford, occupando gran parte del nord della Francia, compresa Parigi, e assediando Orléans, nodo strategico sul fiume della Loira.
Giovanna d’Arco era una giovane contadina di Domrémy, un piccolo comune situato nel dipartimento dei Vosgi (Vosges), nella regione Grand Est, nel nord est della Francia. Si trova nella valle superiore della Meuse a circa 60 km a sud ovest di Nancy e una decina di chilometri da Neufchâteau. Originariamente chiamato Domrémy, il comune divenne poi Domrémy la Pucelle in onore di Giovanna d’Arco. Nata lì intorno al 1412 e soprannominata “la Pucelle d’Orléans” (“la Pulzella d’Orléans”) dichiarò di aver ricevuto visioni e messaggi divini da San Michele, Santa Caterina e Santa Margherita, che la incaricavano di liberare la Francia e incoronare il legittimo Re.
Nel febbraio del 1429 Giovanna convince le autorità locali e poi Carlo VII a darle un esercito. La città di Orléans ebbe un ruolo cruciale nelle gesta di Giovanna d’Arco e nel corso della Guerra dei Cent’Anni, la sua posizione strategica e il suo simbolismo politico e militare la resero il punto di svolta del conflitto tra Francia e Inghilterra.
Per la sua posizione strategica, situata sulla Loira, Orléans era l’ultima grande città a sud del fiume sotto controllo francese. Il fiume era una via di comunicazione e rifornimento fondamentale: se la città fosse caduta, gli inglesi avrebbero avuto via libera verso il centro e sud della Francia. Compresa Bourges, dove risiedeva Carlo VII.
Simbolo della resistenza, la città era fedele al delfino Carlo (futuro Carlo VII), mentre il nord era già in mano agli inglesi e ai Borgognoni. Quindi difendere Orléans significava difendere la legittimità del trono francese. La caduta di Orleans avrebbe avuto un effetto devastante sul morale dei francesi, mentre, la sua salvezza, invece, rilanciò la speranza e l’unità nazionale intorno a Carlo VII.
L’assedio di Orléans iniziò il 12 ottobre 1428 da parte delle forze inglesi, guidate da Thomas de Montagu, conte di Salisbury. Gli inglesi costruirono una serie di forti intorno alla città per tagliare i rifornimenti. L’assedio durò quasi 7 mesi: i difensori, pur ben motivati, erano vicini alla resa.
Giovanna arrivò a Orléans il 29 aprile 1429, accolta come una salvatrice. Lei guidò una serie di attacchi audaci e rapidi contro le fortificazioni inglesi. Il 7 maggio 1429, nonostante fosse ferita, continuò a guidare l’assalto decisivo contro la fortificazione di Les Tourelles, sul ponte a sud della città. L’8 maggio gli inglesi si ritirarono e l’assedio era spezzato nello stesso mese avvenne la liberazione di Orléans.
Giovanna guidò le truppe francesi alla vittoria, spezzando l’assedio: fu il suo trionfo più famoso! La liberazione di Orléans fuil primo grande rovescio per gli inglesi dopo anni di dominio, e diede slancio alla Francia e fiducia a Carlo VII, conducendo a nuove campagne vittoriose.
Nel giugno del 1429 la Battaglia di Patay fu un’altra vittoria importante, con cui i francesi infliggono pesanti perdite agli inglesi. Il 17 luglio 1429 avvenne l’incoronazione di Carlo VII a Reims: è il culmine simbolico della missione di Giovanna.
Giovanna viene fatta prigioniera a Compiègne, dai Borgognoni, che la vendono agli inglesi. Questo evento fu considerato il “tributo massimo” di Giovanna nel rendere legittimo il re di Francia davanti a Dio e al popolo. Nel 1431 viene processata per eresia nella Cattedrale di Rouen, in Normandia, dove si svolse parte del processo da un tribunale ecclesiastico sotto controllo inglese.
Condannata al rogo, Giovanna viene bruciata viva il 30 maggio 1431, a soli 19 anni. Giovanna d’Arco non ha una tomba, perché il suo corpo fu bruciato. Le sue ceneri gettate nella Senna, per evitare che potessero diventare oggetto di venerazione o culto.








La morte di Giovanna non segnò la fine immediata del conflitto, ma la sua figura ebbe un impatto enorme sul morale e sulla politica. La liberazione di Orléans trasformò Giovanna d’Arco in eroina nazionale, simbolo della rinascita della Francia. Giovanna d’Arco divenne simbolo nazionale della Francia: eroina, martire e figura unificatrice.
Nel 1456 la riabilitazione con un nuovo processo voluto da Papa Callisto III, assolve postuma Giovanna da ogni accusa. Ella venne riabilitata e dichiarata innocente e martire.Nel 1874, la causa per la beatificazione viene ufficialmente aperta dalla Chiesa.
Alla Beatificazione da Papa Pio X del 1909, seguì la proclamazione a Santa il 16 maggio 1920 da Papa Benedetto XV, Vergine e Martire dalla Chiesa Cattolica. Mentre a Domrémy-la-Pucelle, suo villaggio natale c’è una basilica dedicata alla sua memoria, così come la basilica di Santa Giovanna d’Arco a Parigi. Orléans oggi è ancora chiamata la “Ville de Jeanne d’Arc”. E lì, ogni anno, l’8 maggio, si svolgono le rievocazioni storiche.