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Alla scoperta dell’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia a Fondo Luparello: storia, natura e biodiversità

Dalle antiche origini agricole alla ricerca scientifica, l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia racconta una storia di tradizioni, tutela e salvaguardia ambientale. La visita dell'Associazione Culturale Kermesse alla scoperta di un patrimonio prezioso, troppo poco conosciuto.

di Antonietta Patti
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Nel cuore della Conca d’Oro, in via Roccazzo, esiste un luogo in cui la storia di Palermo incontra la natura, la ricerca scientifica e la memoria del paesaggio agricolo siciliano. È il Fondo Luparello, sede dell’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia. Un’area che conta complessivamente circa 62 ettari e che rappresenta una testimonianza del rapporto, oggi sempre più fragile, tra la città e il suo territorio.

La visita guidata organizzata dall’Associazione Culturale Kermesse lo scorso 31 ottobre ha offerto l’occasione di conoscere una realtà dalla storia articolata e dalle molteplici funzioni. Nel Fondo Luparello non si trova una semplice azienda agricola. Ma un Istituto in cui convivono testimonianze storiche, spazi verdi, attività di ricerca e iniziative dedicate alla conservazione del patrimonio animale siciliano.

L’esperienza ha invitato a riscoprire una parte del territorio cittadino spesso lontana dagli itinerari turistici più frequentati. Eppure è un posto fondamentale per comprendere la ricchezza del patrimonio naturale e culturale di Palermo e della Sicilia.

Dal baglio agricolo alla nascita dell’Istituto Zootecnico

Le radici del Fondo Luparello affondano in un passato lontano. L’area era caratterizzata, giàin età classica, da un insediamento agricolo votato alla coltivazione di cotone, agrumeti e orti, financo alla lavorazione della seta, con relative opere di canalizzazione delle acque. Nel 1400, secondo una tipologia architettonica ben diffusa nelle campagne siciliane, qui si trovava un baglio fortificato, dotato persino di una torre.

Il nome del Fondo si deve alla famiglia Luparello, che entrò in possesso dell’area alla fine del Seicento. Nel Settecento, il barone Mario Luparello e Vastalacqua trasformò il baglio in una residenza di campagna, arricchita da elementi ornamentali e fontane.

Nel 1798, il territorio del Fondo venne dato in gabella al principe Francesco I di Borbone, per la creazione del Real Sito di Boccadifalco all’interno del Parco Borbonico. Nei suoi terreni si cominciarono a coltivare cereali, legumi, e le erbe da pascolo destinate al sostentamento degli animali.

Una nuova fase per il Fondo Luparello cominciò l’11 gennaio 1884, data del Regio Decreto firmato da Umberto I di Savoia, sovrano del Regno d’Italia. In quel momento venne creato, proprio a Palermo, il primo Istituto Zootecnico d’Italia.

Fondatore dell’Istituto e direttore per più di 40 anni fu il Prof. Francesco Tucci. L’obiettivo di questo ente era promuovere il miglioramento delle attività agro-zootecniche in Sicilia. Da allora, il complesso ha progressivamente assunto una funzione strategica per il settore agricolo e per la sperimentazione scientifica.

Il complesso mostra ancora le tracce delle trasformazioni architettoniche attraversate dalla struttura. Gli interventi architettonici realizzati nel corso del Novecento hanno modificato l’aspetto degli edifici senza cancellare lo storico impianto settecentesco. Ad esempio, al ventennio fascista si devono gli ampliamenti di diversi edifici e la creazione, in stile littorio, delle porcilaie e delle stalle.

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Un polmone verde scampato alla cementificazione

La storia del Fondo Luparello non è soltanto quella di un’istituzione scientifica. È anche la storia di un’area verde che ha superato le profonde trasformazioni urbanistiche di Palermo, conservando una porzione significativa del paesaggio della Conca d’Oro.

In effetti, il destino del complesso è stato più volte messo in discussione. Le previsioni urbanistiche del 1962 lo destinavano all’edilizia universitaria. Negli anni ’90 si pensò prima d’installarvi un Policlinico, e poi persino un cimitero.

Questi progetti non si sono concretizzati e il fondo ha conservato la propria identità. In un territorio segnato dal progressivo consumo di suolo, il Fondo Luparello è un’importante risorsa ambientale. Una testimonianza concreta di quanto sia importante proteggere gli spazi verdi all’interno di una città densamente urbanizzata.

Proteggere la biodiversità siciliana

La principale attività dell’Istituto, in qualità di ente sperimentale, è la conservazione del patrimonio genetico animale autoctono. Un compito fondamentale per la tutela della biodiversità e delle tradizioni zootecniche dell’Isola.

Tra gli animali siciliani che richiedono interventi di salvaguardia figurano specie come il francolino di monte e la coturnice siciliana. Insieme a diverse razze ovine, caprine e bovine legate alla storia delle comunità rurali siciliane. Animali che sono il risultato di un lungo rapporto tra ambiente, allevamento e attività umane, ovvero di adattamenti sviluppatisi nel corso di numerose generazioni. La loro conservazione significa quindi proteggere una componente importante dell’identità agricola e culturale della Sicilia.

L’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia è un ente sperimentale di ricerca. Le specie animali che tutela devono avere una “capacità reddituale”, cioè devono poter essere una risorsa produttiva per gli allevatori. Per questo, gli operatori dell’Istituto – chiamati “controllori funzionali” – svolgono servizi di assistenza tecnica presso le aziende private su tutto il territorio siciliano.

Inoltre, dal 2019, l’Istituto Zootecnico si occupa di effettuare controlli su campioni di latte e carne in modo tale da certificarne e garantirne la qualità al consumatore. Le analisi vengono effettuate presso il laboratorio dell’Istituto, che in tempo reale riesce a trasmetterne gli esiti.

Ricerca e innovazione al servizio della zootecnia siciliana

Accanto alle attività di tutela delle razze locali, l’Istituto svolge progetti di ricerca e sperimentazione agraria. Soprattutto attraverso collaborazioni con diverse cooperative e istituzioni scientifiche, come CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), e dipartimenti universitari, come quelli dell’Università di Palermo, di Catania e di Messina.

Attività di ripopolamento e monitoraggio servono a tutelare diverse specie selvatiche, anche per contrapposizione alle attività di caccia. Per questo, diversi esemplari vengono reintrodotti in determinate aree di gestione ai fini faunistici. Mentre le coltivazioni sperimentali di specie foraggere e cerealicole contribuiscono allo studio dell’alimentazione animale.

Contemporaneamente, laboratori e strutture specialistiche sostengono le attività di analisi, riproduzione e controllo sanitario degli animali. Come il laboratorio di fecondazione artificiale e la stazione di quarantena della Blue Tongue.

A questo settore appartengono vari progetti. Come quello che potrebbe essere inaugurato a dicembre di quest’anno, in collaborazione con la Fondazione Ri-MED e l’ISMETT: l’ISPeMI, che coi suoi 6 posti rappresenterà il più grande poliambulatorio di ricerca biomedica d’Europa.

Il Dott. Giorgio Fiammella e il Direttore Commissario Straordinario Dott. Giovanni Siino

Le testimonianze storiche e naturalistiche del Fondo Luparello

Tra il luoghi d’interesse naturalistico del Fondo spicca la Grotta Luparello, situata sopra l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia, a circa 130 metri s.l.m. Si tratta di un sito di rilevanza geologica e paleontologica straordinaria. All’interno di questa grotta sono stati rinvenuti resti fossili di animali preistorici, oggi conservati nel Museo Geologico G.G. Gemmellaro di Palermo. Reperti che testimoniano un’epoca in cui la fauna siciliana era profondamente diversa da quella attuale, tra elefanti nani e ghiri giganti.

Inoltre, l’area è interessata dagli antichi qanat: una delle molte testimonianze della cultura araba in Sicilia. Erano sistemi sotterranei per il convogliamento dell’acqua, utili per coltivare i terreni e garantire l’approvvigionamento idrico. Fondamentale in un’isola in cui la gestione dell’acqua ha sempre rappresentato una questione essenziale.

Il complesso dell’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia offre itinerari verdi, tra ovili e caprili, oltre alle scuderie storiche. Un paesaggio che è frutto dell’eccezionale sinergia tra natura e attività umana. Da questo punto di vista, il Fondo Luparello rappresenta anche uno spazio di educazione ambientale, con l’osservazione diretta dei luoghi e degli animali.

La visita guidata dell’Associazione Culturale Kermesse

La visita guidata dell’Associazione Culturale Kermesse ha permesso ai suoi soci la riscoperta di un pezzo del patrimonio locale. È stata data la possibilità di visitare i ricoveri dove vengono ospitati ovini, caprini e bovini, osservando da vicino gli animali e le caratteristiche dell’allevamento. Il percorso è proseguito nella zona destinata alla mungitura, dove i partecipanti hanno potuto conoscere le diverse fasi di questa attività.

Durante il percorso, particolare interesse ha suscitato anche il racconto delle attività di ricerca condotte sul latte d’asina. Questo prodotto, dalle caratteristiche nutrizionali peculiari, è oggetto di studi per le sue possibili applicazioni nell’alimentazione umana. A sottolineare l’importanza delle sperimentazioni effettuate dall’Istituto.

La visita si è conclusa nella Sala Convegni dedicata al Prof. Francesco Tucci. Ristrutturata lo scorso anno, in occasione del 140° anniversario della fondazione dell’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia, la sala è dedicata allo storico fondatore e direttore dell’ente. Qui è stato trasmesso un video realizzato dal Dott. Giuseppe Vella, che ha accompagnato i soci durante la visita guidata.

L’ultima tappa è stata il mercato del contadino: uno spazio dedicato alla valorizzazione e alla vendita dei prodotti del territorio. Qui si mette in diretto contatto il mondo della produzione agricola con i consumatori.

Intervista a Giovanni Siino, realizzata da Giorgio Fiammella (filmato di Antonietta Patti)

Conoscere il territorio per imparare a proteggerlo

Il Direttore Commissario Straordinario Dott. Giovanni Siino, intervenuto durante la visita guidata, ha ribadito l’importanza della valorizzazione di questo complesso. Il recupero delle sue strutture è stata un’operazione complessa ma fondamentale per evitare che l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia chiudesse.

Iniziative didattiche e visite organizzate sono opportunità utili ad avvicinare la cittadinanza a una realtà che unisce ricerca scientifica e tutela ambientale, memoria storica e prospettive future. In questa ottica l’Istituto Zootecnico ha istituito delle convenzioni con delle fattorie, per l’accoglienza di famiglie e attività didattiche rivolte ai bambini.

L’Istituto Zootecnico nel Fondo Luparello riafferma l’importanza di recuperare un rapporto equilibrato con la natura. In un luogo che è riuscito a resistere al tempo e alla pressione urbanistica. E in una Palermo che ancora oggi si confronta con la necessità di preservare il proprio paesaggio.

Scoprire l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia significa riconoscere che la storia di Palermo non si esaurisce tra i suoi monumenti più celebri. Prosegue anche in luoghi come questo, che conserva le tracce del passato e tutela il futuro della fauna locale: una risorsa da custodire per le generazioni future.

Fotografie di Antonietta Patti, scattate durante la visita guidata dell'Istituto Sperimentale
Zootecnico per la Sicilia organizzato dall'Associazione Culturale Kermesse (31 ottobre 2026)

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