Ovviamente tutti ci auguriamo che il conflitto abbia fine. Il consueto appuntamento mensile con Mario Pagliaro
Siamo ormai a Marzo inoltrato. In Sicilia è stato un inverno piovoso come non accadeva da decenni. Dalle arance all’olio d’oliva etra vergine la stagione agricola è molto positiva. Nessuno parla più della messinscena della “siccità”.

Il 28 Febbraio purtroppo è scoppiata la guerra in Medio Oriente. Due giorni dopo, l’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz: passano solo le navi cinesi e russe. In pochi giorni, il prezzo del gas prima e del petrolio poi è salito drasticamente, con l’immediato rialzo del prezzo dei carburanti e, fra poco giorni con le nuove bollette, di gas ed elettricità.
E’ tempo dunque di tornare a sentire in tema di energia e turismo in Sicilia il ricercatore del Cnr Mario Pagliaro. I temi da trattare sono molti, per cui rimandiamo ad un ulteriore dialogo dopo il 15 Marzo la discussione sui temi dell’agricoltura e del meteo.
BENE LE PIOGGE
Come sono andate in Sicilia le piogge nel mese di Febbraio?
Molto bene. Con una media mensile di ben 101 mm sul territorio regionale, superiore del 22 per cento agli 83 mm valor medio nel mese di Febbraio rispetto ventennio 2003-2022. In due mesi scarsi, perché Febbraio ha solo 28 giorni, sono caduti in Sicilia oltre 300 mm di piogge: la metà dei 600 mm caduti in Sicilia durante l’intero 2024. Molto positivo anche il diminuire delle piogge nel Catanese e nell’Aretuseo che erano state letteralmente sommerse di acqua nei mesi precedenti.
QUANTI ANNI CI VOGLIONO PER COLLAUDARE GLI INVASI ARTIFICIALI?
Qual è lo stato di riempimento degli invasi artificiali della nostra Isola?
E’ eccellente. Bastano 4 numeri: nella vasta provincia di Palermo la diga Rosamarina, il 19 Febbraio, conteneva oltre 45 milioni di metri cubi di acqua. Il Lago Poma, 42 milioni di metri cubi di acqua. In quella iblea, l’invaso di Santa Rosalia conteneva alla stessa data oltre 21 milioni di metri cubi di acqua. Ad essere inadeguato è lo stato di manutenzione di buona parte degli invasi artificiali: 26 su 40 mai collaudati e dunque con livelli di riempimento autorizzati di molto inferiori alla capacità nominale per cui furono costruiti.
E infatti è iniziato lo sversamento in mare in molti degli invasi: Trinità. Castello, Scanzano, Santa Rosalia, Pozzallo ed altri. Per capire qual è l’entità di acqua che viene sversata in mare basta un solo numero: nella diga Castello per rientrare al livello di riempimento autorizzato, per un tempo limitato si sono stati sversati in mare due metri cubi di acqua al secondo. Come dicono i tecnici di Sicilia in Progress si tratta di un volume d’acqua pari, all’incirca, quella che alimenta l’intera città di Palermo.
Ma alla fine di chi è la responsabilità del mancato collaudo degli invasi artificiali siciliani, in alcuni casi realizzati venti e anche trent’anni fa?
E’ una vicenda spinosa. Diciamo che c’è ambiguità tra Stato e Regione siciliana. In ogni caso, è un problema che andrebbe affrontato e risolto.
IN ITALIA NON MANCA IL GAS. MA SE LA GUERRA ANDRA’ AVANTI I PREZZI DELL’ENERGIA AUMENTERANNO LO STESSO
Con la chiusura dello Stretto di Hormuz, i prezzi dell’energia andranno fuori controllo. Cosa dobbiamo attenderci?
Tutto dipenderà dalla durata del conflitto: se, come tutti auspichiamo, terminerà presto, non ci saranno conseguenze. Se invece dovesse perdurare, il problema in Europa non riguarderà solo i prezzi, ma anche la disponibilità di gas naturale e carburanti. Grazie ai gasdotti con Algeria, Libia e Azerbaijan e all’ampia disponibilità di petrolio libico e algerino, Sicilia e Italia non avranno un problema di disponibilità, ma solo – nel caso in cui il conflitto dovesse perdurare – di prezzi. Com’è noto, l’aumento dei prezzi dell’energia si riflette poi subito su tutti i prezzi, a partire da quelli agricoli e dei generi alimentari.
I TURISTI CHE AVEVANO DECISO DI ANDARE IN VACANZA IN NORD AFRICA E IN MEDIO ORIENTE OPTERANNO IN BUONA PARTE PER LA SICILIA
E il turismo, che in questi anni ha letteralmente sorretto l’economia siciliana? Che ne sarà di questo settore con la guerra in Medio Oriente?
Paradossalmente, crescerà ancora: la Sicilia è relativamente distante dai luoghi del conflitto ed è giustamente percepita come una terra di pace e di accoglienza. I turisti che sarebbero andati in vacanza nei Paesi del Medio Oriente e in Nord Africa verranno in buona parte in Sicilia e nelle sue isole con l’auto, la nave, in pullman e in treno.
Il traffico aereo, infatti, se la guerra continuerà, subirà una drastica diminuzione a causa del fermo di centinaia di aerei di grandi dimensioni delle grandi compagnie aeree dei Paesi del Golfo Persico. Inoltre, se la chiusura di Hormuz continuerà, il prezzo del jet fuel crescerà drasticamente, con un forte aumento del costo del trasporto aereo. Se abbiamo ragione in questa analisi, potremo verificarlo già nei prossimi giorni con la Pasqua ormai imminente.