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La Regione siciliana finanzia le industrie e le aziende commerciali con i soldi dell’agricoltura (126 milioni di euro): e hanno pure la sfacciataggine di strombazzare l’iniziativa

di Giulio Ambrosetti
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fondi agricoltura sicilia renato schifani

Si offende qualcuno se definiamo tale iniziativa incredibile?

Da non crederci. In un momento di grande sofferenza per l’agricoltura della nostra Isola, tra maltempo, crisi del grano duro e pericolo scampato (per ora) del Mercosur (anche se in agguato c’è l’ennesimo imbroglio della Commissione Europea dell’accordo commerciale con l’India), la politica siciliana, nel silenzio generale, non trova di meglio che utilizzare i fondi che dovrebbero essere destinati all’agricoltura per sostenere le industrie e le attività commerciali. 

Il bello è che questa nuova assurdità viene rilanciata con un comunicato stampa della stessa Regione: Incrementare la competitività, la produttività e la sostenibilità ambientale nelle filiere di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Sono questi gli obiettivi dei due bandi pubblicati dal dipartimento dell’Agricoltura per un totale di 126 milioni di euro.

La “trasformazione” dei prodotti agricoli è un’attività industriale e la “commercializzazione”, per definizione, è un’attività commerciale.

Sostegno alle aziende agricole siciliane dando soldi alle industrie e ai commercianti, che sono spesso in competizione con gli agricoltori?

Ancora un consistente intervento – dice il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani (foto sopra insieme co l’assessore Luca sammartino tratta da Teleakras) – a sostegno delle aziende agricole siciliane, stimolandole anche a fare sistema in modo che le eccellenze dei nostri territori trovino sempre più spazio sui mercati. Innovazione e modernizzazione dei processi di produzione di commercializzazione proiettano la nostra agricoltura nel futuro, che è fatto anche di tipicità e di sostenibilità ambientale

Non mancano le parole dello ‘scienziato’ oggi leghista, che in passato ha militato anche nel Partito Democratico, Luca Sammartino: Sosteniamo le aziende siciliane con un’iniezione di risorse, puntando sulla modernizzazione e l’innovazione. Interventi mirati per rafforzare e incrementare la competitività delle nostre imprese.

Sì, per “rafforzare e incrementare la competitività” delle industrie e delle aziende commerciali con i fondi che dovrebbero sostenere gli agricoltori!

Questi interventi non dovrebbero essere gestiti e finanziati dall’assessorato regionale alle Attività produttive?

Dire che siamo davanti a un’iniziativa allucinante è poco: Il primo bando – leggiamo nel comunicato – sostiene investimenti ad alto impatto nel settore agroindustriale. L’intervento rappresenta una misura strategica per potenziare il settore agroindustriale siciliano, supportando modernizzazione, sostenibilità, innovazione e integrazione di filiera con investimenti ad alta intensità e forte rilevanza economica regionale. La dotazione finanziaria del bando è di 70 milioni.

Ma se sostenete e potenziate “il settore agroindustriale siciliano”, perché, egregio presidente Schifani ed egregio assessore Sammartino state utilizzando i fondi gestiti dall’assessorato regionale all’Agricoltura?
Di questo non dovrebbe occuparsi l’assessorato alle Attività produttive? Addabanna i picciuli fineru e i stati pugghiannu accastabanna secondo la logica du muru vasciu?

“Rafforzare la competitività” di attività industriali e commerciali con i fondi dell’agricoltura: geniale!

Il secondo bando Pif (Progetto integrato di filiera) della Regione Siciliana – leggiamo sempre nel comunicato – sostiene progetti che integrano produzione primaria, trasformazione e commercializzazione nei comparti agrumicolo, bufalino e cerealicolo. L’obiettivo è rafforzare la competitività attraverso investimenti mirati, innovazione, cooperazione e una più equilibrata distribuzione del valore lungo la filiera. La dotazione complessiva è di 56 milioni di euro, ripartiti tra gli interventi per investimenti agricoli, trasformazione e commercializzazione e cooperazione per l’innovazione. I partenariati devono essere composti da almeno 4 partecipanti diretti.

La formulazione del secondo bando è quanto meno ambigua, ma ci sono sempre le parole “trasformazione e commercializzazione”.

Che significa “integrano produzione primaria, trasformazione e commercializzazione nei comparti agrumicolo, bufalino e cerealicolo”? Sarebbe interessante capire quanti di questi 56 milioni di euro andranno agli agricoltori e quanti andranno a industriali e commercianti.

Le organizzazioni agricole e, in generale, i sindacati degli agricoltori sono d’accordo?

Ci chiediamo e chiediamo: il presidente della Regione Schifani ha meditato con attenzione su questo provvedimento? Ormai abbiamo perso la speranza che le amministrazioni nazionali e regionali che si occupano di agricoltura facciano gli interessi degli agricoltori. 

Da personaggi come il Ministro Francesco Lollobrigida e il citato Assessore Sammartino non c’è da attendersi nulla di buono. Ma dal Presidente della Regione siciliana ci aspettavamo qualcosa di diverso.
C’è la possibilità di sistemare questa incredibile vicenda? Sì.

Nel comunicato leggiamo che L’Accordo di filiera, con durata minima di 10 anni, definisce ruoli, conferimenti, responsabilità e impegni reciproci. La presentazione delle domande avverrà tramite il sistema informativo agricolo nazionale Sian, a partire dal 9 marzo e fino all’8 giugno 2026.

Speriamo che il presidente Schifani blocchi quest’ennesima azione errata nell’interesse del mondo dell’agricoltura. Intanto aspettiamo di capire cosa pensano di questa storia i rappresentanti delle organizzazioni agricole e, in generale, i sindacati degli agricoltori.

In alto: foto del Presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, di Regione Siciliana – https://www.regione.sicilia.it/comunicazione/gallery/foto/elezione-presidente-assemblea-regionale-siciliana, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=126498360

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