In questa storia le opposizioni (e chi li appoggia) stanno sbagliando tutto
Confesso che sono stupito e in parte divertito per questa polemica surreale sui legali che verrebbero retribuiti dallo Stato italiano con poco più di 600 euro per ogni migrante rimpatriato. La storia, nel dettaglio, la potete leggere sulla rete o seguendo la televisione.
Ciò che provo a sottolineare non è soltanto l’assurdità di questa norma, ma soprattutto l’abilità degli esponenti di centrodestra che hanno trovato il modo per guadagnare visibilità e consensi. In questo approfondimento provo a illustrare perché gli esponenti di centrosinistra, in questa storia, stanno sbagliando tutto e perderanno tantissimi voti, soprattutto nel Centro Nord Italia.
Questione migranti: il Piano Kalergi e la riduzione dei salari e dei diritti dei lavoratori europei
Partiamo dalla realtà. Cos’è la storia dei migranti in Italia? Una grande sperimentazione ‘kalergiana’ voluta dall’Unione Europea, che anche in questo campo considera il nostro Paese una sorta di campo sperimentale. Sono personalmente convinto che il Piano Kalergi non è affatto una teoria del complotto, come si legge sulla rete, ma un progetto di parziale sostituzione della popolazione europea con soggetti africani e asiatici, che sta alla base dell’attuale Unione Europea.
Alcuni credono che l’Unione Europea è stata voluta dopo il secondo conflitto mondiale per superare le nazioni europee che erano state in guerra nei secoli precedenti. Secondo gli ‘europeisti’, la parziale sostituzione della popolazione europea, la creazione di un ‘meticciato’ con africani e asiatici (più con i primi che con i secondi) e l’abolizione degli Stati europei avrebbe eliminato le guerre.
In più, l’arrivo a ruota libera di migranti in Europa abbassa i salari e riduce i diritti dei lavoratori europei. E questo fa molto comodo alle aziende e, in generale, a quello che un tempo si definiva il ‘Padronato’.
Come ora proverò a illustrare, questo progetto ‘europeista’ è fallito.
L’integrazione dei migranti in Europa è in realtà un fallimento e un disastro economico e soprattutto sociale
Non è questa la sede per affermare o negare la bontà del Piano Kalergi. La realtà attuale ci dice che in Europa l’integrazione tra popoli diversi è, in maggioranza, un fallimento e un disastro economico e, soprattutto, sociale.
Ci sono, è vero, popoli che si sono bene o male integrati nei Paesi europei in cui vivono (per esempio, i turchi in Germania) ma, in maggioranza, in quasi tutti i Paesi europei non c’è alcuna integrazione tra popolazioni locali e migranti. L’Italia, come già accennato, è un campo sperimentale ‘europeista’ ed è la prova inconfutabile del fallimento dell’integrazione tra cittadini del nostro Paese e migranti.
L’Unione Europea ha privato l’Italia della sovranità monetaria, di una parte importante della sovranità politica (la guida di alcuni Ministeri va concordata con l’Unione europea a ‘trazione’ tedesca: per esempio, il Ministero dell’Economia) e di buona parte della sovranità alimentare.
L’Italia, più di altri Paesi Ue, si ritrova ‘incaprettata’ dentro il grande imbroglio della ‘moneta unica europea’ detta altrimenti euro (in realtà l’euro non è altro che il marco tedesco, mai eliminato dai tedeschi, ‘travestito’ da divisa europea).
L’euro, ovvero un imbroglio franco-tedesco (più tedesco, in verità)
L’euro è una moneta inventata e voluta dai tedeschi per controllare e contemporaneamente impoverire alcuni dei Paesi europei che sono caduti in questa ‘trappola politico-monetaria’. E’ un sistema monetario geniale per chi lo manovra (tedeschi e, in minima parte, francesi) e demenzial-coloniale per chi lo subisce. Tra questi ultimi, cioè tra chi subisce l’euro, c’è l’Italia.
L’euro è una moneta a debito. Nell’Unione Europea non c’è una banca centrale che funge da prestatore di ultima istanza. La moneta si paga e basta. I Paesi ad economie forti o protette sono avvantaggiati (la Germania e i suoi alleati). L’Italia era un Paese ad economia forte che è stato letteralmente massacrato e depauperato dall’euro. Oggi l’Italia, dopo oltre venti anni di euro, è un Paese debole e in buona parte povero che sopravvive soprattutto grazie all’export.
Ma la globalizzazione è in crisi, l’export è destinato a diminuire e l’economia italiana non potrà che peggiorare. Il tutto in uno scenario in cui l’indebitamento italiano cresce di anno in anno non perché l’Italia spende chissà quali somme per i propri cittadini ma perché il sistema euro un imbroglio.
Da manuale quanto sta avvenendo quest’anno: l’Italia ha approvato una manovra economica e finanziaria 2026 senza un euro di indebitamento e il debito pubblico è cresciuto lo stesso. Non bisogna essere grandi economisti per capire perché, mentre è sufficiente essere poco lungimiranti per non capirlo. Della serie, prima o poi il denaro si separa dagli stupidi…
In Italia migranti allo sbaraglio a spese dei cittadini del nostro Paese
L’imbroglio dell’euro si lega ai migranti. Negli anni passati l’Italia, per potere aumentare il proprio indebitamento – che è ormai l’unico mezzo per sopravvivere – ha accettato di far arrivare più migranti rispetto ad altri Paesi Ue: ed è ancora così. Non è vero, come cerca di farci credere l’attuale Governo di Giorgia Meloni, che in Italia arrivano meno migranti.
L’arrivo di migranti ufficiali dal Nord Africa è probabilmente diminuito. Ma ci sono i migranti che arrivano dall’Africa a umma umma: e non sono pochi. Ci sono i migranti che arrivano dalla rotta balcanica, che sono molti di più di quelli censiti. E ci sono gli ucraini che sono tantissimi.
A parte i profughi ucraini, che godono di un trattamento a parte, tutti gli altri migranti che arrivano in Italia, dopo aver fatto guadagnare un po’ di soldi ai titolari dei centri di accoglienza, vengono mandati allo sbaraglio. Stiamo arrivando al punto della questione.
Nel Sud e in Sicilia i migranti che hanno poca voglia di faticare non fanno ‘molto pane’. Nelle città del Centro Nord Italia sono molto più liberi…
I migranti che arrivano in Sicilia e, in generale, nel Sud Italia si spostano in massima parte verso il Centro Nord Italia. Perché? Per tre motivi.
Primo motivo: per provare a spostarsi nel centro Nord Europa.
Secondo motivo: Sud e Sicilia sono zone povere e non offrono molto, soprattutto per chi non ha molta voglia di lavorare, a parte i lavori agricoli.
Terzo motivo: nel Sud e in Sicilia il territorio è ‘controllato’ da soggetti che non tollerano ‘casini’ vari, tipo maranza e scorribande varie. Al massimo, se sono ‘svegli’, alcuni di loro possono essere cooptati dalle varie ‘organizzazioni’ dove però non possono ‘sgarrare’.
Insomma, per i migranti che non hanno molta voglia di faticare, in tutti i sensi, Sud e Sicilia non sono, come dire, piazze ideali. Così preferiscono il Centro Nord Italia, sia perché sono zone più ricche, sia perché, come già accennato, possono provare a recarsi in altri Paesi europei, sia perché nelle città grandi e piccole del Centro Nord Italia sono molto più liberi.
Le quattro condizioni che rendono i migranti un problema sociale serio
Non c’è bisogno di ricordare cosa combinano i migranti nelle città piccole e grandi del Centro Nord Italia. Città che, causa presenza di migranti a ruota libera, sono diventate poco sicure, se non pericolose.
Non è un problema di mancanza di personale delle forze dell’ordine, come cercano di far credere gli esponenti politici del centrosinistra, perché ci sono Paesi europei che, in proporzione alla popolazione da tutelare, hanno meno agenti delle forze dell’ordine del’Italia.
Il problema è che nelle città del Centro Nord Italia i migranti sono tanti, sono affamati e debbono comunque campare. In più la stragrande maggioranza è fatta da uomini che, in quanto tali, cercano donne.
Quando si creano queste quattro condizioni è difficile, se non impossibile, bloccare o anche ridurre gli effetti sociali negativi che si determinano. Non vederlo è da stolti.
Anche se la confusione politica in Italia è ormai ai massimi livelli è piuttosto chiaro che la presenza dei migranti a ruota libera abbassa i salari e riduce i diritti dei lavoratori italiani
E’ in questo panorama che si inserisce la bizzarra norma, inserita nel cosiddetto Decreto Sicurezza da convertire in legge, che punta a ‘premiare’ i legali per i rimpatri. Tale norma non è solo assurda ma è anche ininfluente, perché i rimpatri si contano sulla punta delle dita. E anche se sono in aumento, sono numeri minimi, insignificati.
Gli esponenti del centrodestra non sono interessati ad approvare questa norma che non ha né capo, né coda. Al centrodestra interessa ‘schiacciare’ il centrosinistra in difesa dei migranti. E c’è riuscito perfettamente, grazie anche – e forse soprattutto – ai media italiani d’ispirazione globalista che attaccano a testa bassa qualunque iniziativa politica, economica, sociale e parlamentare che va contro i soggetti che vengono fatti entrare in Italia per abbassare i salari e per ridurre i diritti dei lavoratori italiani.
La ‘sinistra’ italiana, o presunta tale, può guadagnare consensi con le inchieste penali a carico di esponenti del centrodestra, ma perde il doppio dei voti se, come sta facendo, difende i migranti.
Difendere le ragioni dei migranti nel Centro Nord Italia è un clamoroso autogol del centrosinistra. Orban prossimo presidente della Commissione europea?
Il punto è questo: nell’Unione Europea ultra-liberista e globalista i migranti sono sacri non perché, come dicono, bisogna tutelare le loro vite. Figuriamoci se i globalisti si interessano alle vite delle persone! I migranti servono ai globalisti per tenere bassi i salari e, in seconda battuta, per proseguire nell’azione di ‘kalergizzazione’ dell’Europa.
Solo che oggi, in tanti Paesi europei, monta la protesta contro i migranti. E’ così in Inghilterra, è così in Irlanda, è così in Svezia, è così in Francia, è così in Germania, è così in Olanda, è così in Austria, è così in Belgio ed è così anche in Italia. E nei Paesi europei dove sembra che non ci siano sentimenti anti-migranti, ebbene, questi ultimi non vengono nemmeno fatti entrare.
E quando si va al voto, a meno che le elezioni non vengano ‘manovrate’, come ha fatto l’Unione europea in Romania, gli ‘europeisti’ perdono matematicamente. In Ungheria si è ormai capito che il nuovo premier, il conservatore, Péter Magyar, è d’accordo sottobanco con il suo predecessore Viktor Orban per cercare di acciuffare i fondi europei bloccati. Si vocifera addirittura di un Orban candidato alla guida della prossima Commissione europea.
In Bulgaria hanno vinto gli anti-europeisti-sovranisti. In Germania se si dovesse andare al voto vincerebbero i sovranisti. In Francia hanno ‘confezionato’ un caso giudiziario per bloccare la candidatura di Marine Le Pen. Nel Regno Unito, appena si andrà a voto, i laburisti-globalisti verranno sconfitti. Insomma, i moderati globalisti e le sinistre globaliste perdono in quasi tutta l’Europa.
Piaccia o no, ma in questo momento nel nostro Paese il centrosinistra a grande maggioranza globalista sta difendendo i migranti in un Centro Nord Italia dove gli stessi migranti sono visti come un problema serio da tanti cittadini.
Non si tratta di essere razzisti: il problema dell’ordine pubblico nel Centro Nord Italia esiste e il centrosinistra lo sta sottovalutando.
Più questa storia verrà trattata dai media – soprattutto dalla telvisione e dai podcast (che oggi sono più seguiti della televisione) – più saranno i voti in uscita dal centrosinistra e in entrata nel centrodestra. Nel calcio questi si chiamano autogol. In politica è praticamente la stessa cosa.