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Il villaggio Operaio di Crespi d’Adda, in Lombardia, edificato a fine Ottocento, fra i Beni Patrimonio dell’Umanità tutelati dall’Unesco

di Alessandra Cucinella
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L’articolo 1 della Costituzione Italiana dichiara che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Le condizioni di sicurezza, la necessità di fasi di riposo, la retribuzione, le condizioni igienico-sanitarie, tutti diritti, quelli citati, che sono stati conquistati faticosamente con lunghi anni di lotta.

Alcuni industriali lungimiranti e illuminati, convinti che solo il benessere dei lavoratori avrebbe garantito risultati positivi sul lavoro e sull’economia in generale, diedero avvio in quella parte d’Italia dove si era realizzato il primo sviluppo industriale, a grandi e dignitosi centri in cui gli operai potessero vivere con le loro famiglie e accanto al luogo di lavoro.

Per la sua eccezionalità architettonica, e per il progetto sociale che lo accompagnava, il villaggio Operaio di Crespi d’Adda, in Lombardia, edificato a fine Ottocento, è entrato a far parte nel 1995 fra i Beni Patrimonio dell’Umanità tutelati dall’Unesco.

Il villaggio o “città fabbrica”, destinato a maestranze operanti nel settore cotoniero, prende il nome dal suo fondatore, Cristoforo Benigno Crespi, ricco industriale tessile milanese. Il progetto del villaggio, affidato all’architetto Ernesto Pirovano e all’ingegnere Pietro Brunati, prevedeva una struttura geometrica regolare su cui distribuire, per diverse aree, le case degli operai, degli impiegati e dei dirigenti. La zona residenziale ospitava la scuola, gli ambulatori, la chiesa e il centro sportivo e persino un cimitero. Il design del villaggio è stato ispirato dal movimento English Garden City, che mirava a creare ambienti di vita sani e attraenti per i lavoratori. Il gusto Liberty, in voga nell’Europa di fine Ottocento, ha reso esteticamente attraente anche la più semplice delle abitazioni. Crespi d’Adda rappresenta un importante promemoria del ruolo dell’industrializzazione nel plasmare il mondo moderno, ed è l’esempio di come l’industrializzazione abbia trasformato la società e creato nuove forme di comunità e pianificazione urbana.

Bibliografia

Emanuela Pulvirenti, Artemondo, Zanichelli, Bologna 2018

Luca Beatrice, Sguardi. Cittadini con l’arte, Lattes Editori, Torino 2022

L’Italia dell’Unesco, Giunti e Tancredi Vigliardi Paravia Editori, Firenze 2021

Sitografia

www.unesco.it

www.villaggiocrespi.it

www.crespidadda.it

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