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A Vicari tra identità, tradizione e cultura: protagonisti i beni culturali e i prodotti tipici.

di Mario Liberto
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Vicari, conosciuto come “il paese del Sole” per via della sua altitudine e conformazione geografica che gli consente di godere del tramonto più tardo rispetto agli altri paesi dei Monti Sicani, è tornato a essere palcoscenico di un evento che celebra la sua storia, le sue eccellenze e la sua identità. Protetto da secoli dal suo superbo castello normanno, il borgo si fregia oggi di un patrimonio monumentale, artistico e gastronomico che si fonde in un’efficace azione di marketing territoriale.

È in questa cornice che ha preso vita l’iniziativa “Vicari tra identità, tradizione e cultura…”, un evento pensato per valorizzare i beni culturali e i prodotti tipici locali, ospitato nella suggestiva sede di Palazzo Pecoraro-Maggi. Il palazzo, trasformato per l’occasione in un luogo magico, ha accolto i visitatori con luci, piante e gazebo, diventando teatro di degustazioni, esposizioni artistiche e rievocazioni storiche.

Un tuffo nel passato tra castelli, musei e sapori

La giornata ha preso il via con visite guidate gratuite al maestoso Castello di Vicari, che domina dall’alto il borgo medievale e offre una vista spettacolare a 360 gradi, fino al mare di Himera. Di origini normanne (la prima testimonianza risale al 1077, con il passaggio di Ruggero d’Altavilla), il castello conserva ancora porzioni delle mura merlate, la torre del mulino, le cisterne e una scala segreta scavata nel dirupo, nota come “fausa”.

Da allora, il castello ha visto il passaggio di molte famiglie nobiliari siciliane. Attualmente sono visitabili alcune sezioni del maniero: parte delle mura merlate, vestigia delle cisterne, la torre del mulino e i resti della postierla. Gli ultimi scavi archeologici hanno portato alla luce importanti strutture dimenticate, tra cui una delle chiese più antiche d’Europa, risultato della sovrapposizione di tre impianti architettonici risalenti a partire dall’anno Mille. Le vestigia del castello sono custoditi nel museo archeologico vicarese.

Successivamente, i visitatori si sono immersi nella storia artistica e culturale del borgo grazie alla visita al museo all’interno del Palazzo Pecoraro-Maggi, che custodisce opere e testimonianze dei diversi periodi storici attraversati dalla comunità vicarese. Il Palazzo è il più grande e importante edificio baronale del borgo. Residenza dell’omonima famiglia dal XVII secolo fino agli anni Settanta del Novecento, è stato acquistato dal Comune nel 1997 e restaurato con cura. Oggi ospita la Biblioteca comunale e alcuni uffici pubblici, rappresentando uno dei principali luoghi culturali del paese.

Ubicato nel centro storico di Vicari, tra suggestivi vicoli e case a corte, il Palazzo fu residenza della famiglia Pecoraro, che vi abitò per oltre quattro secoli, dal XVII secolo fino alla fine degli anni Settanta del Novecento. Il Palazzo, elegante e finemente arredato, è stato acquistato dal Comune di Vicari nel 1997. Dopo un accurato restauro, è oggi sede della Biblioteca comunale e di alcuni uffici, e rappresenta uno spazio culturale di grande fascino.

La gastronomia come identità

Protagonisti indiscussi dell’evento sono stati i prodotti tipici locali, che raccontano la cultura e l’identità del territorio tanto quanto i monumenti. Tra questi, spiccano: la mandorla, simbolo della terra vicarese, per la sua varietà e legame con il territorio: ben diciotto ecotipi locali, spesso denominati secondo le famiglie che li custodivano o le contrade d’origine.

Il passavolante, dolce tradizionale a base di mandorle, zucchero, uova e cannella; il nome deriva, secondo la tradizione orale, da un curioso aneddoto avvenuto durante le nozze della principessa Bosco. In occasione dell’evento, i monaci del convento di San Francesco, trovandosi con un numero di invitati superiore al previsto, servirono i dolci in modo frettoloso, passandoli velocemente tra gli ospiti su vassoi, a un’altezza superiore al normale. Da questa modalità di servizio nacque il nome “passavolante”.
Ed ancora: il primoamore, la salsiccia, e il cudduruni, altro prodotto da forno tipico e saporito.

Durante la serata gastronomica, organizzata nell’atrio del palazzo, oltre cento partecipanti hanno potuto degustare gratuitamente alcune eccellenze preparate da Angela Guzzo, chef conosciutissima sui social e l’esperto dell’agroalimentare dell’isola Valerio Barone, fiduciario di Slow Food condotta di Bagheria. In primo piano, una rivisitazione della pasta con aglio e pomodoro siccagno (nota anche come “trapanese”), seguita dal cudduruni con ciccioli di salsiccia e, per concludere, il rinomato passavolante di Vicari, la cui trasparenza al controluce ne attesta l’autenticità e la qualità.

Un evento sostenuto dal territorio

L’iniziativa si inserisce nel contesto della promozione del patrimonio materiale e immateriale del Distretto Agri-Culturale del GAL Metropoli Est, e rientra tra gli eventi di “Sicilia Regione Europea della Gastronomia 2025”, con il sostegno del PSR Sicilia 2014/2022, Misura 19 – Sottomisura 19.2, P.O. a regia GAL 2025.

Vicari tra identità, tradizione e cultura…” si conferma un modello vincente di promozione integrata, dove cultura, gastronomia e territorio dialogano per raccontare la storia viva di un borgo che, pur custodendo le sue radici, guarda con orgoglio e visione al futuro.

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