L’Italia dell’Unesco: I siti preistorici delle Alpi

La nostra vera nazionalità è l’umanità, affermava Herbert George Wells. Ecco perché nella lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO compaiono anche siti culturali “trasnazionali”. I “siti preistorici delle Alpi”, dislocati tra Italia, Francia, Svizzera, Austria, Germania e Slovenia è uno di questi. Visti come un unico complesso, questi siti coprono complessivamente 274 ettari.

Del resto, i confini nazionali non sono creazioni naturali, ma prodotti dell’Uomo. E la catena montuosa delle Alpi si trova a confine tra diverse nazioni. Proprio in questo territorio sono stati scoperti 111 insediamenti su palafitte. Sono databili tra il 5000 e il 500 a.C.; quindi di età preistorica: dal Neolitico a l’Età del Bronzo.

Di questi 111 siti preistorici delle Alpi, 19 si trovano in Italia. Soprattutto tra il Trentino-Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto, il Piemonte, e la Lombardia. Si rintracciano nell’ambiente lacustre: vicino ai fiumi e ai laghi, in particolare intorno al Lago di Garda e al Lago di Varese.

L’eccezionale stato di conservazione dei siti preistorici delle Alpi si deve all’umidità dell’ambiente, perché consente il mantenimento del legno. Grazie a queste condizioni climatiche, nel terreno e sott’acqua, sono giunte a noi le tracce di interi villaggi palafitticoli.

Questi villaggi sono composti da capanne costruite sopra un palco sorretto da pali di legno conficcati nelle rive di fiumi e laghi. I materiali di costruzione delle capanne erano legno, paglia e canne, altamente deperibili.

Negli siti preistorici delle Alpi sono stati trovati anche oggetti lignei di vario tipo. Quelli necessari per la caccia e la lavorazione, come le asce e le lame. Attrezzi per la coltivazione, soprattutto cerealicola, quindi zappe e aratri. Oggetti per la tessitura, quali aghi, fusi, spade da tessitore e pettini. Infine, anche accessori e ornamenti, come spilloni, placchette, pendagli e vaghi da collana

I rinvenimenti di canoe e ruote di legno per carri a due ruote – tra le più antiche conservate al mondo giacché risalenti intorno al 3400 a.C. – confermano l’esistenza di rotte commerciali già in epoca preistorica. Rotte in cui i siti preistorici delle Alpi erano perfettamente inseriti.

Questi ritrovamenti hanno permesso di scoprire pratiche di agricoltura, allevamento e di sviluppo della metallurgia. Così è stato possibile possibile studiare come le comunità delle regioni alpine vivessero e si relazionassero tra loro, in età preistorica.

Erano quindi gruppi umani che dovevano difendersi, da altri gruppi e dagli animali selvatici, e allo stesso tempo assicurarsi un approvvigionamento continuo di acqua e cibo. È evidente che la posizione dei villaggi in palafitta soddisfaceva entrambi questi bisogni.

Comunità capaci di sfruttare le risorse del territorio, e con le competenze necessarie per la creazione di utensili di alto livello. Oggetti che venivano utilizzati nei villaggi e commerciati, insieme a oro, selce, ambra, conchiglie e ceramica, tra i siti preistorici delle Alpi.

Difficilmente luoghi come i siti preistorici delle Alpi possono essere valorizzati in situ. Per questo è necessaria l’esistenza di numerosi poli museali. In Trentino-Alto Adige se ne trovano di particolarmente interessanti.

Un esempio da citare è il Museo delle Palafitte di Fiavé. Qui sono esposti e conservati gli oggetti trovati sulle sponde del vicino lago Carera (in provincia di Trento). Il museo espone anche un plastico che mostra come doveva apparire il villaggio preistorico.

Un ottimo caso di museo immersivo è il Museo delle Palafitte di Ledro (sempre in provincia di Trento). La particolarità di questo museo è che presenta anche la ricostruzione del villaggio preistorico che esisteva sulle rive dell’omonimo lago. Le capanne, ricostruite con fedeltà archeologica, sono arredate con suppellettili dell’epoca. Tutto questo permette ai visitatori di vivere un’esperienza speciale: un’immersione nella vita quotidiana dei nostri antenati.

Le innovazioni della ricerca archeologica, in discipline come l’archeobotanica e l’archeozoologia, sono state fondamentali per analizzare le eccezionali scoperte dei siti preistorici delle Alpi. Attraverso la ricerca sui materiali organici oggi ritrovati possediamo una precisa ricostruzione delle prime società agrarie in Europa, che rappresentano l’alba delle società moderne.

In copertina: fotografia della ricostruzione di un villaggio dell'età del bronzo sul Lago di Costanza in Germania (foto di dominio pubblico, di Gerhard Schauber, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=143743).

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