Home » “Non sono quello che sono”: Otello nella periferia romana

“Non sono quello che sono”: Otello nella periferia romana

di Antonietta Patti
0 comment
non sono quello che sono

Il classico shakespeariano Otello trova nuova vita in una sorprendente rivisitazione ambientata nella Ostia contemporanea, sotto la regia di Edoardo Leo. L’opera originale è celebre per la sua riflessione sul potere distruttivo delle emozioni e delle discriminazioni. Al cinema si trasforma in Non sono quello che sono, un racconto attuale che esplora un tema di straziante attualità: la violenza contro le donne.

Non sono quello che sono è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 14 novembre 2024. Il suo cast artistico è composto, da Edoardo Leo, Javad Moraqib, Ambrosia Caldarelli, Antonia Truppo, Matteo Olivetti, Michael Schermi e Vittorio Viviani. Alla regia c’è Edoardo Leo, che nel 2024 per questo film è stato insignito del premio Ciak d’Oro D’Essai come miglior regista. Lo stesso premio, nello stesso anno è stato consegnato a Non sono quello che sono come miglior film drammatico.

In questa versione moderna dell’Otello le ombre del passato si mescolano ai conflitti del presente. E le passioni umane – gelosia, amore, inganno – si intrecciano con le tensioni di un contesto urbano segnato da contrasti e illegalità.

Questo adattamento è un omaggio a un capolavoro del passato, ma anche una denuncia sociale dei femminicidi, che continuano a segnare tristemente la nostra cronaca. Nella sua essenza infatti, la tragedia shakespeariana dell’Otello si presta a una riflessione profonda sulla cultura del possesso.

La gelosia patologica di Otello, fomentata da inganni e manipolazioni, diventa il simbolo di un problema sistemico: il rifiuto di riconoscere l’autonomia e l’identità dell’altro, trasformando l’amore in ossessione e violenza. La figura di Desdemona, vittima della possessività e dell’odio, diventa simbolo di una tragedia collettiva che attraversa il nostro tempo.

Il titolo del film, “Non sono quello che sono”, riprende una frase emblematica pronunciata da Iago. Una citazione che sottolinea la profondità dell’analisi psicologica della tragedia, e la sua capacità di sondare le ambiguità umane. L’Otello di Shakespeare, pur avendo più di 400 anni, rivela le contraddizioni che ancora oggi abitano l’animo umano.

L’idea di rivisitare Otello è nata in Edoardo Leo circa quindici anni fa. È stata ispirata da un articolo di cronaca che raccontava di un uomo che, spinto da una gelosia folle, aveva ucciso la moglie per poi togliersi la vita. Dalla scoperta di questo episodio è iniziato un lungo percorso di ricerca per creare un adattamento fedele all’opera originale, ma attuale.

Analizzando le diverse traduzioni della tragedia è stato chiaro che la potenza espressiva del dialetto avrebbe ancorato la trama antica alla realtà contemporanea. Il romano e il napoletano sono stati scelti per trasmettere la forza del linguaggio shakespeariano. Il processo di traduzione è durato anni, ma ha permesso di conservare quasi integralmente il testo originale, con l’eccezione di alcuni inevitabili tagli.

Perché la trama di una delle opere teatrali più celebri al mondo riflette una tragica realtà moderna. Iago, Otello e Desdemona non sono figure così distanti: i loro drammi continuano a esistere nella società contemporanea.

Questo adattamento della tragedia di Otello è ambientato nella Ostia del 2001. I “Turchi”, che nella tragedia shakespeariana minacciano Cipro, stavolta minacciano i traffici illeciti dei mafiosi che controllano la costa. I nobili veneziani sono diventati i capi di gruppi di malavitosi, e Otello, soprannominato “Negro”, è uno di loro.

Tra gli uomini di Otello c’è Iago, che brama potere e vendetta, interpretato da Edoardo Leo. Iago decide di agire nel momento in cui Otello sceglie come proprio vice Michele, il Cassio della tragedia shakeasperiana interpretato da Matteo Olivetti.

Iago riesce a manipolare tutti, da Otello a Roderigo, l’amico innamorato di Desdemona, imbrogliando persino la propria moglie Emilia (Antonia Truppo). I Turchi non arriveranno mai, ma il mare di Ostia sembra riflettere la costante tensione dei personaggi.

Otello non è più il protagonista della storia, una vittima del “troppo amore”. Interpretato da Javad Moraqib, Otello è un giovane musulmano, vittima del razzismo insito nella società, ma legato alla malavita locale. Infine, è il carnefice di una donna che crede di amare, e che ha legato a sé in una relazione tossica.

La protagonista della storia diventa Desdemona, interpretata da Ambrosia Caldarelli. Non più semplice oggetto del desiderio maschile e strumento di vendetta, ma una donna col diritto di vivere la propria autonomia femminile. Lei non è una proprietà, prima del padre e poi del marito, ma una donna capace di scegliere di non tradire neanche “per tutto il mondo”.

Non sono quello che sono di Edoardo Leo indaga un problema sistemico e culturale, mettendo in luce quanto ancora la nostra società sia legata a valori del passato. Attraverso questa rilettura, emergono temi di drammatica attualità: razzismo, violenza, invidia sociale, patriarcato, maschilismo e femminicidio. In particolare, l’annientamento dell’identità e della libertà della donna, considerata come una proprietà o un oggetto da poter controllare.

Il femminicidio, infatti, non si riferisce solo all’omicidio in sé. Ma anche alle condizioni di violenza domestica, relazioni tossiche, abuso psicologico e fisico, privazione di libertà che spesso precedono il tragico evento.

Proprio come nell’Otello, i femminicidi di oggi non sono semplici atti di violenza, ma drammi profondamente umani, che rivelano l’urgenza di un cambiamento culturale e sociale. Questo profondo cambiamento richiede interventi su più fronti. Soprattutto sull’educazione ai sentimenti e al rispetto di genere, a cui già i bambini dovrebbero essere istruiti.

Potrebbe piacerti anche

Lascia un commento

Periodico di informazione attualità e cultura, registrato presso il Tribunale di Palermo n° 23 del 20.07.2005

Fondatore e Direttore Responsabile 

Giorgio Fiammella

 

mail: redazione@lespressione.it