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Associazione Kermesse e Federazione Giornalisti e Autori Turismo IFTAJ alla scoperta di Santa Margherita di Belice

di Antonietta Patti
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Un viaggio per scoprire la storia e le suggestioni di un territorio che intreccia cultura, letteratura e rinascita.

L’evento, la 58esima visita guidata dell’Associazione Culturale Kermesse, si è tenuto in collaborazione con IFTAJ. Un viaggio che non è stato soltanto occasione di scoperta, ma anche un modo per ricordare che ogni luogo, se osservato con curiosità e rispetto, sa ancora raccontare storie di riscatto e identità.

Il percorso ha avuto inizio al Palazzo Filangeri di Cutò, residenza nobiliare abbandonata, ferita dal terremoto del 1968, e ristrutturata. Il palazzo è legato alla vita di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del celebre romanzo Il Gattopardo. A guidare il gruppo tra le sale del “Museo del Gattopardo” è stata Angela Rizzo, dell’associazione “Terra Nostra” che gestisce il museo da oltre 20 anni.

Nelle teche si trovano numerosi oggetti, come la macchina da scrivere, appartenuti a Giuseppe Tomasi. Delle statue di cera ad altezza naturale rievocano le scene della trasposizione cinematografica de Il Gattopardo, di Luchino Visconti. Dagli altoparlanti invece, fuoriesce la voce del nobile autore: un’eccezionale testimonianza raccolta dal figlio adottivo, Gioacchino Lanza Tomasi.

Il Palazzo, che nel 1812 ospitò i sovrani Ferdinando I e Maria Carolina, da vent’anni accoglie le cerimonie del “Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa”. Il riconoscimento internazionale consegnato in questa sede restituisce l’atmosfera di grandezza del passato e il senso del tempo che scorre.

Il percorso è poi proseguito presso l’ex Chiesa Madre, oggi Museo della Memoria del terremoto del Belice. Dell’antica chiesa, vittima anch’essa del terremoto del 1968, sono sopravvissuti pochi muri e alcune decorazioni in stile barocco. Detto percorso museale si snoda tra le immagini che ricordano la tragedia del sisma e la forza di una comunità capace di rinascere dalle macerie.

In effetti, Santa Margherita di Belice è risorta con palazzine moderne, tra le quali passeggiare e assaggiare le specialità del territorio. Come quella dolciaria delle siringate: dei dolci composti da crema di ricotta e farina, dalla forma dei churros messicani.

A completare la visita guidata, una passeggiata nella Villa Comunale, oasi verde di uno dei paesi più affascinanti della Valle del Belice. Attorno alla Villa esistono ancora i ruderi delle case, distrutte dal terremoto del 1968. Tuttavia la Villa, con viali alberati e scorci panoramici, ha offerto un momento di quieta condivisione.

L’iniziativa, accolta con entusiasmo dai partecipanti, ha confermato la vocazione dell’Associazione Kermesse a promuovere la conoscenza del territorio siciliano attraverso esperienze dirette, capaci di unire cultura e partecipazione. «Ogni visita guidata è un modo per dialogare con i luoghi e con la loro memoria», ha dichiarato un rappresentante dell’Associazione, «perché conoscere la Sicilia significa anche riconoscersi nella sua bellezza e nelle sue contraddizioni».

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