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Alle elezioni politiche del prossimo anno un possibile ‘Tridente’ ovvero l’alleanza fra il generale Vannacci, Marco Rizzo e Gianni Alemanno? Il timor panico di centrodestra e centrosinistra

di Giulio Ambrosetti
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vannacci

Questa possibile alleanza elettorale potrebbe essere la grande novità politica in grado di riportare tanti italiani schifati dall’attuale politica alle urne.

La disputa sul simbolo ‘Futuro Nazionale’ scelto dal generale Roberto Vannacci non cambierà il corso delle cose. Anche se qualcuno lo reclama e magari riesce a prenderselo l’ormai ex esponente della Lega, eletto nel 2024 al Parlamento europeo con oltre 500 mila voti di preferenza, andrà avanti.

Sarà solo o, come si ipotizza, sono già pronti tanti compagni di viaggio? Già due parlamentari leghisti hanno deciso di seguirlo: sono il pugliese Rossano Sasso e il toscano Edoardo Ziello. Non è da escludere che ne arriveranno altri.

Anche perché la politica di italiana di centrodestra e di centrosinistra è così penosa e disastrosa che saranno in tanti a lasciare questi due fallimentari schieramenti politici ‘inginocchiati’ ai voleri tedeschi e massonici dell’altrettanto fallimentare Unione Europea dell’euro.

Manifestazione di CSP davanti alla Camera
in solidarietà con gli operai di Pomigliano D’Arco,
sulla sinistra Marco Rizzo
Fotografia di gruppo dell’Associazione
degli Avventurieri Chiltan del Balochistan,
al centro Gianni Alemanno 

Chi scrive, da oltre un anno, teorizza un’alleanza elettorale a tre fra il generale Vannacci, Italia Libera e Sovrana di Marco Rizzo e il movimento Indipendenza! di Gianni Alemanno. Ebbene, le condizioni affinché questo cartello si materializzi ormai ci sono tutte. Vediamole.

Si potrebbe partire da una semplice alleanza elettorale per superare agevolmente lo sbarramento

Alemanno, com’è noto, è un perseguitato politico e sta scontando una pena in carcere. Lungi dall’indebolire il movimento di destra che ha fondato – Indipendenza! – la disavventura giudiziaria dell’ex Sindaco di Roma ed ex Ministro lo rafforza. I suoi post sono molto seguiti. Continua ad avere seguito e non dovrebbe avere problemi ad allearsi con il generale Vannacci.

I dubbi ci potrebbero essere sul soggetto politico di Rizzo. Ma sono dubbi che potrebbero essere stati fugati dalla forza dei fatti. Il partito Italia Libera e Sovrana si è presentato da solo alle recenti elezioni regionali in Calabria candidando uno dei suoi personaggi più in vista, Francesco Toscano. Ed è stato un flop.

Non a caso, nel congresso di Italia Libera e Sovrana che si è svolto nei giorni scorsi, lo stesso Rizzo ha spiegato che le categorie classiche della politica sono cadute. Da qui la necessità di andare oltre, puntando, ad esempio, sulla pace, considerando che centrodestra e centrosinistra sono schieramenti politici guerrafondai. 

Insomma, la lezione dovrebbe essere stata compresa: da soli, con l’attuale legge elettorale, dovendo raccogliere una barca di firme per presentare le liste, in un contesto nel quale a votare vanno, sì e no, 4 elettori aventi diritto su 10, è difficile ottenere risultati significativi. Meglio un’alleanza elettorale che, solo in un secondo momento, magari dopo il responso delle urne, potrebbe trasformarsi in un’alleanza politica. Ci spieghiamo meglio.

Il ‘Tridente’ per mettere nel sacco centrodestra e centrosinistra costringendoli a dialogare per poi auto-affossarsi

Il ‘Tridente’ – questo il nome che potrebbe essere dato alla citata alleanza politica – potrebbe risultare vincente per superare la soglia di sbarramento. Alemanno strapperebbe consensi a Fratelli d’Italia, partito dal quale proviene. Rizzo, un passato da comunista, strapperebbe voti alla sinistra e in minima parte, anche ad un Movimento 5 Stelle in caduta libera. Mentre Vannacci fungerebbe da battitore libero, prendendo consensi nel centrodestra, alla Lega e soprattutto al partito di Giorgia Meloni. 

Questo spiega il perché, dalle parti dell’attuale Governo Italiano, l’addio del generale alla Lega viene vissuto con una sorta di timor panico. Persino un quotidiano come La Verità, che è sempre stato attento a rispettare tutto l’elettorato moderato, ha criticato il generale schierandosi di fatto con i trasformisti del Governo Meloni. Uno scivolone di cattivo gusto che Maurizio Belpietro e i suoi avrebbero fatto bene a evitare.

Vannacci, da solo, superando il 5% potrebbe diventare l’ago della bilancia. Dando vita al ‘Tridente’, che potrebbe arrivare all’8-10%, Vannacci, Rizzo e Alemanno creerebbero lo scompiglio nel quadro politico italiano, costringendo centrodestra e centrosinistra a ‘inciuciarsi’, perdendo credibilità e consensi. 

L’importante è evitare l’errore commesso dai grillini nel 2018, quando si allearono con la vecchia politica: prima con la Lega e poi con il PD e addirittura con Mario Draghi. Un disastro del quale stanno pagando le conseguenze.

L’8-10% è una stima troppo generosa? No. E illustriamo anche il perché

Qualcuno obietterà che l’8-10% è una stima esagerata. Non è così.
Lo spaventoso aumento dell’astensionismo registrato nelle recenti elezioni in sei Regioni dello scorso anno è soprattutto il frutto in massima parte di elettori del Movimento 5 Stelle che non sono andati a votare. 

Ricordiamo che alle elezioni del 2018, quando i grillini si presentarono come un partito rivoluzionario, gli italiani tornarono in buona parte alle urne e tributarono al Movimento 5 Stelle quasi 11 milioni di voti. Come scriviamo spesso, se i grillini, alle elezioni politiche del prossimo anno, confermeranno i voti delle ultime regionali, prenderanno un milione, al massimo un milione e mezzo di voti. 

Ciò significa che ci sono in ballo poco meno di 10 milioni di elettori che in parte potrebbero tornare a votare. E non tornerebbero alle urne per votare un centrodestra di voltagabbana diventato per giunta europeista, né tanto meno un centrosinistra legato a doppio filo alla fallita politica ultra-liberista e globalista di Ursula von der Leyen.

Se decideranno di tornare a votare potrebbero premiare il ‘Tridente’. E poiché Vannacci, Rizzo e Alemanno sono tutt’e tre ‘sparati’ contro l’Unione europea, potrebbero fare senza problemi il pieno di voti.

Per non parlare del fatto che tanti elettori di Fratelli d’Italia hanno i ‘cabbasisi’ rotti delle pagliacciate ‘europeiste’ del proprio partito che ha fallito senza tema di smentita abbracciando l’Unione Europea, e anche sulle pensioni. Tanti elettori del centrodestra – soprattutto di Fratelli d’Italia – si aspettavano una linea dura contro i massoni UE e oggi si ritrovano alleati di Ursula e dei suoi sodali.

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